Scommettendo sull’India

14 Giugno 2006

NUOVA DELI: Il Sensex può forse muoversi verso sud, ma per quanto concerne l’occidente, l’economia mondiale si sta muovendo nettamente verso oriente, e l’India è l’attuale favorita.

L’incostante boom economico indiano è stato recentemente l’argomento principale delle copertine di diverse riviste internazionali.

Si parla molto dell’ancora incredibile povertà dell’India e delle sue infrastrutture fatiscenti tra le ‘isole’ di lusso sparse per il Paese.

"Lo scivolone del mercato azionistico indiano forse sta cercando di dirci qualcosa. Il progresso e la prosperità di questo boom non hanno toccato i 550mila villaggi indiani, dove vivono i 2/3 della popolazione", recita l’ultima edizione della rivista Time Asia.

La storia della crescita dell’India — strettamente legata a quella della Cina — sta preoccupando seriamente l’America, la quale teme che il suo sviluppo possa finire per costare caro all’economia americana.

In un discorso, poi riportato su ogni pagina dei maggiori giornali americani, il presidente dell’associazione United Auto Workers (UAW), Ron Gettelfinger si lamentava del fenomeno sempre più diffuso di delocalizzazione del lavoro nel settore automobilistico, tessile, aerospaziale, elettronico in Messico, Cina, India Thailandia, Vietnam e altri Paesi dalla manodopera "a basso costo".

In particolare, l’industria automobilistica americana sta osservando preoccupata la crescita del settore automobilistico indiano con GM, Volkswagen, Hyundai e altri, mentre i membri dell’associazione United Auto Workers da 1.5 milioni che erano nel 1979 sono scesi attualmente a quota 600mila.

La decisione dell’IBM la scorsa settimana di investire 6 miliardi in India nei prossimi tre anni ha provocato l’indignazione dei settori tecnologici, e la decisione di Apple di ritirarsi da Bangalore ha fatto ben poco per lenire il dolore.

Molti esperti americani prevedono che l’India arriverà presto a poter creare qualsiasi cosa, dai chip alle auto, fino agli aerei.

Ylenia Rosati

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