Strage a Mumbai: attentati su treno causano 147 morti

12 Luglio 2006

NUOVA DELI: Il Governo indiano ha condannato i gruppi terroristici per un attacco organizzato nella capitale finanziaria martedì sera sui treni affollati di Mumbai, uccidendo almeno 147 persone e ferendone oltre 400.

Il primo ministro, Manmohan Singh, ha descritto gli attacchi come "dei tentativi di diffondere sentimenti di paura", appellandosi però alla popolazione affinché resti calma.

La polizia nei maggiori centri del Paese è stata subito messa in allerta, rafforzando la sicurezza agli aeroporti.

Nel corso di una riunione di emergenza convocata da Singh, il primo ministro Shivraj Patil ha riferito che "delle informazioni" circa l’attacco erano trapelate "ma tempi e luoghi purtroppo non erano noti". Tutte le esplosioni sarebbero avvenute nell’arco di mezz’ora sui treni che stavano trasportando pendolari dal centro della città alla periferia poco dopo le 6 del pomeriggio.

La polizia ha riferito che l’attacco è stato organizzato attentamente. Ciononostante, nessuna organizzazione finora ha reclamato la propria responsabilità per gli attentati, e il Governo indiano è stato attento a evitare speculazioni su chi possa celarsi dietro a questi attacchi.

I media indiani sono stati comunque rapidi nell’evidenziare il possibile coinvolgimento di gruppi militanti del Kashmir, che combattono per la separazione del loro Stato a maggioranza musulmana dall’India. Gli attacchi di Mumbai sono avvenuti infatti dopo che diversi attacchi di estremisti islamici hanno ucciso 8 persone nel Srinagar, capitale del Kashmir indiano.

Secondo gli analisti, l’orchestrazione delle diverse esplosioni, come quelli che hanno distrutto la rete ferroviaria di Mumbai, non è che una tattica già utilizzata dai gruppi del Kashmir. Uno dei più famosi gruppi militanti attivi nel Kashmir, Lashkar-e-Toiba, è risultato implicato anche nelle esplosioni dello scorso ottobre nei mercati affollati di Deli, che hanno registrato allora 63 vittime e oltre 200 feriti.

Scene di confusione a Mumbai sono state trasmesse ieri alla tv indiana. Sui treni, i pendolari urlavano cercando di scappare dalle carrozze mutilate, mentre si cercava di portare in salvo i feriti gravi dalle rotaie. La forza dell’esplosione ha causato la rottura dei finestrini e delle porte dei treni, mentre parti del corpo umane erano ancora visibili tra i rottami.

I rapporti indicano che gli attacchi hanno superato di gran lunga le capacità dei servizi di emergenza della città, e molti passeggeri feriti sono stati costretti a farsi strada da soli a piedi verso l’ospedale.

Il caos domina l’ospedale della città, con staff medico che ammette di essere mal equipaggiato per affrontare i troppi feriti che richiedono amputazione e trattamenti immediati per ustioni serie. Inoltre, il traffico congestionato ed il monsone improvviso hanno reso le operazioni di salvataggio anche più complicate, impedendo ad ambulanze e polizia di raggiungere alcuni dei luoghi delle esplosioni se non molte ore dopo gli attacchi.

Le linee telefoniche sono letteralmente intasate in questa città di 16 milioni di abitanti.

Dopo l’incontro con il Governo ieri, Vilasrtao Deshmukh, il ministro di Maharashtra, di cui Mumbai è la capitale, ha riferito che il numero dei morti si aggirava intorno ai 147 con 439 feriti. Tuttavia, secondo le autorità la cifra è destinata a salire nelle prossime ore, dal momento che nelle ore di punta ogni carrozza può trasportare tra le 400 e le 600 persone.

La prima esplosione ha colpito un treno alla stazione nella periferia nord-occidentale di Khar. Le alte esplosioni sono seguite lungo la linea della ferrovia occidentale. Le stazioni includevano Mhim, Bandra, Matunga, Borivili, Mira Road e Jogeshwari. Su alcuni treni, il panico era tale che i passeggeri si sarebbero gettati dalle carrozze in movimento dopo aver sentito l’esplosione. Nonostante un recente miglioramento nelle relazioni tra il Pakistan e l’India, le autorità a Deli hanno continuato a rimproverare il Pakistan per non essere riuscito a frenare le attività militanti nel suo territorio. Il presidente pakistano, Pervez Musharaf ha condannato gli attacchi di ieri descrivendo la strage come " un terribile atto di terrorismo".

Nel frattempo, le autorità di Mumbai stanno facendo del loro meglio per rimetter in piedi la città lavorando per riaprire la ferrovia, usata giornalmente da 6 milioni di persone.

Mumbai, meglio nota come Bombay, è stata obiettivo di gravi attentati in diverse occasioni negli ultimi anni. Nel 2003, 13 esplosioni in rapida successione nel centro finanziario indiano hanno ucciso 250 persone, e organizzazioni mafiose sono state accusate per gli attacchi.

Ylenia Rosati

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