Summit coreano, nuova strategy per le economie asiatiche: Cina, Korea, Singapore e Japan per il via multilaterale

DAEJEON: Si è chiuso questa settimana il summit tenutosi in Korea e co-organizzato dal Fondo Monetario Internazionale dal titolo “The Asia 21: Leading the Way Forward.", evento che ha visto la partecipazione di oltre 300 leaders esponenti del mondo della finanza e dell’imprenditoria asiatica. La conferenza ha portato alla luce la pericolosità per l’autonomia produttiva ed economica asiatica della relazione di dipendenza da crescenti investimenti stranieri.

La dimensione da cui i leaders asiatici sembrano voler intavolare i prossimi anni di strategy operativa mira ad un controllo capillare della presenza di capitali stranieri, valutando in una chiave nuova le potenzialità della domanda interna e del mercato dell’export, oltre che ad una neo emancipata posizione di leading sui programmi di investimento diretto trasversali da Asia a Europa e US.

La potenzialità strutturale del mercato interno sull’area asiatica, spiega il managing director del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, rappresenta il secondo motore funzionale alla crescita di tutti i Paesi protagonisti nell’area. Fino ad oggi il primo è stato consolidato nella relazione di attrazione d’investimenti dall’estero, ma come ripete a ruota il ministro dell’economia  Yoon Jeung-hyun, la necessità di creare una rete di accortezza e protezione da azioni ad alto rischio è importante che divenga una missione dello stesso FMI e in agenda al prossimo summit G-20.

Il richiamo alla creazione di una rete geo-politica che stimoli l’abbassamento del potezionismo interno fra Paesi protagonisti dell’area asiatica sembra rappresentare un punto di partenza di grande rilevanza per la valorizzazione di ogni singolo mercato interno. Nessun specifico riferimento all’attività dell’ASEAN ma l’interesse per una convergenza che sia anche di sintonia politica è sicuramente rappresentato dalla presenza alla tavola del dibattito del ministro delle finanze di Singapore Tharman Shanmugaratnam, oltre che di Eiji Hirano, presidente della Asia Pacific Region Association e vice presidente esecutivo della Toyota Financial Services Corporation.  Trattasi di rappresentanze che difficilmente in passato avrebbero spinto una dimensione multilaterale delle trattative e di analisi degli investimenti stranieri; questa comunanza di intenti potrebbe davvero sostenere una spinta di respiro diversificata ma unita nel disegno di vincita del mercato asiatico sui partners stranieri.

La Cina, consapevole della posizione di guida che potrebbe avere in questa prospettiva, non solo sottolinea, per voce di Gao Xiqing, presidente della China Investment Corp, il rilancio di un piano strutturato e rigido nell’allocazione di investimenti stranieri sul suo territorio, ma specifica l’interesse forte nell’appianare stalli di carattere geopolitico per acquisire una posizione di sicurezza che dal local permetterebbe di convogliare investimenti diretti cinesi su Europa e America.

Il prossimo G20 in Novembre potrebbe presentare sulla scena internazionale una posizione di larghe intese da parte delle maggiori potenze economiche asiatiche e inaugurare così una stagione attraverso cui le relazioni finanziarie ma anche commerciali del Vecchio continente così come di USA dovranno necessariamente tener conto di sinergie ed evoluzioni strutturali interne al bacino asiatico in una dimensione nuova e realmente più complessa da approcciare

Paolo Cacciato

Paolo Cacciato

Informazioni su Paolo Cacciato

Coordinatore del Business Focus China e Far East e Docente di Marketing Strategy sui Mercati dell'Asia Orientale nei Master in Internazionalizzazione di Impresa del Nuovo Istituto di Business Internazionale di Milano, sinologo e nippologo specializzato in mediazione linguistica e interculturale applicata ai processi di business development. Presidente di Asian Studies Group ©, centro studi specialistico con sedi principali in Milano Roma Padova Torino; dirige in Italia il C.U.P.I. Centro per l'Unione delle Prospettive Internazionali, già consulente d' impresa per diversi gruppi italiani, coordina ADM-EA Consulting, studio specializzato in internazionalizzazione su Cina Giappone e Corea con sede principale a Milano e desk operativi in Kobe, Shanghai, Seoul.

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