Yakisoba, gli spaghetti giapponesi alla piastra.

a cura di: Daniele Bevivino

yakisoba

Tornando dal Giappone un cibo del quale spesso sento la nostalgia è la yakisoba, ossia gli spaghetti giapponesi (soba) saltati (yaki) in padella o sulla piastra, che sono per me il simbolo dei Matsuri, i piccoli e grandi festival che hanno origine da tradizioni popolari contadine o da ricorrenze e cerimonie religiose giapponesi. Quasi sempre l’epicentro è un Tempio, dove si svolge, si è già svolto o si svolgerà il momento topico del Matsuri, ma la festa popolare vera e propria il più delle volte consiste in una serie di bancarelle che, come in Italia nelle sagre di paese, sono più o meno sempre le stesse e si ripetono quasi con la stessa frequenza lungo le vie. Tra esse, oltre a quelle che vendono amuleti o giocattoli per i più piccoli (tipiche le maschere per il volto raffiguranti personaggi della tradizione giapponese tra i quali sono ormai annoverati anche eroi della televisione e dei manga come Doraemon e Ultraman!) e quelle con i giochi (spesso finalizzati a catturare un pesciolino rosso o un piccolo premio), la stragrande maggioranza sono bancarelle che vendono cibo e bevande!

Le più caratteristiche e tradizionali vendono: Takoyaki (le polpette di polipo), Yakitori (gli spiedini di pollo), Okonomiyaki (un impasto di farina e foglia di cavolo che avvolge vari tipi di cibo, guarnito con maionese), i Taiyaki (pancake a forma di pesce con ripieno di marmellata di fagioli di soia), gli spiedini di Ika (seppia) e la già citata Yakisoba, saltata alla piastra principalmente con zenzero tagliato alla julienne, foglie di cavolo, una apposita salsa vegetale simile alla salsa di soia ma più densa, una guarnizione di maionese giapponese (e che ha, tra l’altro, un sapore diverso dalla nostra!). Spesso, ma non sempre, insieme alla Soba vengono saltati pezzetti di carne di maiale o piccolii gamberetti. Chiaramente nei Matsuri il cibo è tutto da asporto, quindi è praticamente impossibile trovare zuppe o piatti elaborati, benché poi i giapponesi non mangino mai camminando ma sempre nei pressi della bancarella o in un posto tranquillo ai bordi della strada o delle aiuole del tempio, creando così tanti graziosi piccoli picnic (quasi sempre potete acquistare nella stessa bancarella lattine di birra ghiacciata o bottiglie di acqua minerale, anche se l’offerta intorno a voi non mancherà di certo!). La Yakisoba di solito viene cucinata al momento sul Teppanyaki, una grande piastra di ferro costantemente riscaldata da un fornello a gas (il gran caldo che genera è anche il motivo per cui il rivenditore porta sempre una tipica fascia sulla fronte) posta in un recipiente di plastica e consegnata al cliente con una coppia di Hashi, le bacchette indispensabili per questo tipo di cibo. Benché in Giappone sia un piatto famoso, disponibile nei supermercati in tante versioni in confezioni dove è sufficiente aggiungere acqua calda e gli ingredienti nelle bustine, la yakisoba, quella vera, rimane un cibo estraneo o quasi al mondo dei ristoranti, a favore di altre ricette dove la soba viene cucinata in maniera diversa.
Così come lo zucchero filato è legato in un certo senso al Luna Park, così “l’umile” Yakisoba è legata al momento piacevole di un Matsuri, di una gita o di un pic-nic. Nessuno però, in Giappone e Italia, vieta di cucinarsi una buona Yakisoba anche a casa propria, e quindi lascio la parola a Yumie per la ricetta:

Abbiamo già detto che la parola yaki indica la “piastra”, più precisamente il Teppanyaki, ma per praticità spiegheremo ovviamente la preparazione in padella:

Yakisoba:
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Ingredienti di base: soba ,anche detta “men” (pasta fresca e non secca, mi raccomando!), foglie di cavolo, pancetta affettata in fette da 2-3 millimetri di spessore, zenzero rosso (solitamente si vende già tagliato alla julienne), yakisoba sauce*

Ingredienti opzionali da aggiungere a scelta :

maionese (meglio se giapponese tipo Kewpie), gamberetti (al posto della carne), germogli di soia, striscioline di alghe Nori.

*la soba, la yakisoba sauce e gli altri ingredienti sono reperibili nei negozi specializzati in alimentari asiatici

Preparazione:
Tagliare la foglia di cavolo in pezzettini di minimo 3-4 centimetri per lato. Tagliare la pancetta in pezzi da 3-4 centimetri, trasversalmente alle linee del grasso.
In una padella larga in teflon, cospargere la superficie con qualche goccia di olio di semi e mettere a scaldare su fuoco medio.
Mettere la pancetta nella padella. A metà cottura, appena cambia colore, aggiungere le foglie di cavolo ( e, a scelta, i germogli di soia), un pizzico di sale e un pizzico di pepe. Lasciar cuocere e mischiare di tanto in tanto. Quando la carne è cotta, spegnere il fuoco e porre il tutto in un recipiente a parte.
Lavare la padella e porla ancora sul fuoco basso a scaldare, mettere la Soba e aggiungere acqua fino a coprire tutto il fondo della padella ma senza superare in altezza la metà del contenuto. Girare un pò e poi coprire con il coperchio della pentola. Quando l’acqua è completamente evaporata, assaggiare la cottura della pasta (se non è cotta aggiungere ancora un po’ di acqua e ripetere l’ultima parte).
A cottura ultimata della Soba, sempre a fuoco basso, aggiungere gli ingredienti preparati in precedenza, mischiare e aggiungere la salsa per Yakisoba in quantità gradita. Lasciar cuocere ancora un paio di minuti.
Disporre nei piatti e aggiungere a piacere per ogni porzione un mucchietto di zenzero rosso e eventualmente guarnire con la maionese e le alghe Nori.
Il tutto verrà poi mischiato secondo il gradimento di ognuno.

La Yakisoba è ottima anche fredda. Potete infatti trovare nei Conbini (contrazione di Convinience Store), i supermercati aperti 24 ore su 24, anche dei panini farciti con la Yakisoba che sono ottimi sia freddi che scaldati al microonde.
Alla prossima!

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Daniele Bevivino

Daniele Bevivino

Classe 1974, dopo diversi viaggi e brevi permanenze vive in Giappone dal 2008, dove ha prima gestito il negozio online Hamakura trattando articoli della tradizione giapponese e poi un negozio di antiquariato occidentale. Collabora dal 2006 con il CorriereAsia dove inizialmente ha curato insieme a sua moglie Yumie, cuoca e insegnante di cucina, numerosi articoli di cucina giapponese da realizzare facilmente con gli ingredienti a disposizione anche fuori dal Giappone. Per molti anni ha scritto sul web a proposito di arti marziali giapponesi e argomenti correlati collaborando con diversi siti specializzati.

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