Economia Malesia 2018

Economia della Malesia: settori competitivi, commercio, investimenti e rapporti con l'Italia

Rapporto Economia Malesia

prodotto in collaborazione con

RsA asia

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economia della Malesia

Indicatori economici e infografica

Prodotto Interno Lordo (PIL): 296 Miliardi di Dollari (USD)

Tasso di crescita economica: 4.2 %

Inflazione: 2,0%

Disoccupazione: 3.4%

Popolazione Totale: 31.190.000

Popolazione Lavorativa: 14.582.000

Tassazione: Imprese 25% - Individuali da 0% a 30%

Debito Estero: 218 Miliardi di Dollari (USD)

Debito interno: 56,22% del PIL

Infografica Economia Malesia

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Opportunità offerte dalla Malesia

La Malesia offre rilevanti opportunità per le aziende straniere che vogliono insediarsi nel suo territorio.
Posta al centro della regione del sud est asiatico, il paese presenta, infatti, un vantaggioso sistema d’incentivi agli investimenti, una diffusa conoscenza della lingua inglese, un buon livello di infrastrutture, una manodopera generalmente qualificata e dai costi contenuti che possono garantire una costante e solida presenza nell’intera regione.

Il tasso di crescita del Paese mostra negli ultimi anni una crescita costante tra il 4% e il 6%, il che rende la Malesia sicuramente un punto di riferimento per tutto il Sud Est asiatico in quanto a evoluzione e solidità.

Tale fiducia inoltre è rafforzata da previsioni di crescita costante anche nel futuro.

Dal punto di vista interno, questa crescita garantisce anche un aumento annuo costante del GDP procapite a prezzi correnti, ripercuotendo benefici su più livelli sociali.

L’evoluzione della Malesia ha comportato profondi cambiamenti alla conformazione sociale, demografica e economica del Paese.

Settori e Vantaggi Competitivi della Cina

Prodotti agricoli ad alta intensità

Seppur la Malesia e Stato evoluto i prodotti agricoli come riso mais caucciù cacao e caffè sono ancora un elemento di forza e riescono adempiere alle enormi richieste provenienti dall’occidente.

Estrazione mineraria e lavorazioni

La Malesia  è riuscita a sfruttare le enormi ricchezze del sottosuolo, questo ha permesso non solo di poter garantire enormi quantitativi da esportare ma attrarre anche molte risorse estere che si sono stabilite in pianta stabile nel Paese per produzioni meccaniche, alimentari e chimiche.
Molte multinazionali preferiscono trapiantare la loro produzione in Malesia, grazie a leggi e ad un costo del lavoro molto basso.
Le estrazioni principali sono: oro, tungsteno, bauxite, manganese e gas naturale.
Le lavorazioni principali sono automotive, cantieristica, edile, elettronico, tessile e chimico.

Turismo

Grazie a una biodiversità unica al mondo e a dei confini marittimi tropicali, la Malesia è una delle mete più ambite per i turisti di tutto il mondo. Posizionandosi nella top ten delle terre più ambite per vacanze ed escursioni.

Commercio in Malesia - Dati e Normativa

Import export

Import

Nel 2016 la Malesia ha importato per un valore di 156miliardi di USD (23th posto nel ranking mondiale). Negli ultimi cinque anni l’import malese ha riportato una decrescita del  5,055% annualizzato, infatti nel 2011 il valore complessivo di import era di 182miliardi di USD.

I massimi settori di importazione sono i circuiti integrati (11,85% del totale) seguiti dal settore del petrolio raffinato (7,29%). 

Export

La Malesia resta grandissimo esportatore di prodotti agricoli, riuscendo a garantire enormi quantitativi alla grande produzione occidentale: i prodotti principali esportati sono: caffè, cacao, riso, patate e caucciù. Inoltre la grande produzione richiede per molti prodotti alimentari l’olio di palma, e la Malesia né è diventato il primo esportatore, purtroppo spesso a discapito della flora del Paese.

La Malesia oramai da tempo si è svincolata dall’idea diffusa di un Paese che basa la sua economia sull’agro alimentare. Infatti da decenni oramai è leader indiscusso dell’esportazione dello stagno, bauxite, oro, ferro e manganese, sfruttando gli enormi giacimenti del suo sottosuolo. Inoltre tali estrazioni, insieme a quelle del gas combustibile hanno permesso alla Malesia di essere autonoma da molte importazioni al fine di soddisfare la domanda interna.

Nel dettaglio la Malesia nel 2016 è stata la ventesima massima esportatrice mondiale, per un valore pari a 184 miliardi di USD, negl’ultimi cinque anni le sue esportazioni sono scese ad un tasso annualizzato del 5,049% ( infatti nel 2011 il valore complessivo di export era di 255 miliardi di USD). Il settore che guida l’export è quello dei circuiti integrati che rappresenta il 13,9% del totale, seguito dal petrolio raffinato (5,91%), mentre al terzo posto troviamo l’olio di palma che conta un valore di 8,94miliardi di USD.

I destinatari dell’export malese sono principalmente: Singapore (27,6miliardi di USD) seguito da Cina e Stati Uniti.   

Investimenti esteri

La Malesia e' una delle economie più aperte ed in espansione del sud-est asiatico grazie agli introiti delle esportazioni e al consolidato flusso di capitali IDE in particolare da Giappone, Singapore, Cina e Corea per il 70,1% e dai Paesi UE ed USA per il 24,5%. Il Paese figura al 3^posto nella classifica della locale Banca Centrale riferita alla crescita del PIL, dopo la Cina e le Filippine e prima dell'India, dell'Indonesia, di Taipei, della Corea, Singapore e Thailandia. 

La liberalizzazione avviata permette agli stranieri di detenere il 100% della proprietà di società di servizi che operano nei comparti: telecomunicazioni, corrieri postali, scuole, università e istituti di formazione professionale, cliniche e ospedali, consulenza del lavoro. Per i servizi legali saranno permesse joint-venture con partecipazione straniera sino al 40%.

Liberalizzazione delle transazioni valutarie per i cittadini e le aziende malesi. Tramite le banche autorizzate, si possono effettuare transazioni da una valuta straniera all'altra o si possono mantenere depositi o posizioni creditizie in valuta. Tra le altre liberalizzazioni si segnala la rimozione del divieto di importazione di carne bovina proveniente dai paesi dell'UE vigente dal 2001.

 

Normativa del lavoro

L’Employment Act del 1955 rappresenta la principale fonte normativa in materia di diritto del lavoro in Malesia. L’Industrial Relations Department è, invece, l’organo che si occupa di garantire e di mantenere un clima armonioso nel mercato del lavoro, cercando di prevenire i conflitti. 

In caso di conflitti, l’Industrial Relations Department consente e sostiene forme di negoziazioni gratuite tra le rappresentanze sindacali e i datori di lavoro. Tali conflitti possono, altresì, essere sottoposti al Ministero delle Risorse Umane per un tentativo di conciliazione ed, eventualmente, al tribunale del lavoro per un pronuncia definitiva.

Il normale orario di lavoro prevede 8 ore giornaliere e 48 ore settimanali. Il lavoratore ha diritto ad almeno 10 giorni di vacanze pagate all’anno. Ha, inoltre, diritto ad un certo numero di permessi retribuiti, a seconda della durata del proprio impiego.

Per quanto riguarda la facoltà del datore di lavoro di risolvere anticipatamente il rapporto contrattuale, l’Employment Act del 1955 stabilisce l’obbligo di fornire per iscritto al dipendente adeguato preavviso. I termini entro i quali il preavviso deve essere comunicato al lavoratore variano a seconda della durata del rapporto in essere. La legge riconosce al datore di lavoro la facoltà di risolvere il rapporto in essere con un proprio dipendente in presenza di comprovata cattiva condotta e/o di assenza ingiustificata dal posto di lavoro per almeno due giornate consecutive. 

L’Industrial Relations Act del 1967 disciplina, inoltre, le ipotesi di licenziamento ingiustificato, cioè, le ipotesi in cui un lavoratore sia stato sollevato dal proprio incarico in assenza di giusta causa. In presenza di tali circostanze, il lavoratore avrà diritto di rivolgersi al tribunale del lavoro, che si pronuncerà nel merito, stabilendo, se del caso, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro oppure, in alternativa, la condanna del datore di lavoro al risarcimento dei danni subìti oltre alla retribuzione ingiustamente non percepita

Investimenti in Malesia - Rischi e Benefici

I vantaggi di investire in Malesia

  • Posizione strategica: posta al centro della regione del sud-est asiatico, il paese presenta un vantaggioso sistema d’incentivi agli investimenti, una diffusa conoscenza della lingua inglese, un buon livello di infrastrutture, una manodopera generalmente qualificata e dai costi contenuti.
  • Risorse abbondanti: per la Malesia si può non solo trarre vantaggio dai costi più bassi della manodopera ma siglare appositi accordi di joint venture con partner locali, facendo valere risorse occidentali di capitali e know-how. La quantità ingente di risorse umane, minerarie e leggi locali inclini a favorire l’insediamento di impianti di company estere rendono questo aspetto particolarmente invitate per aziende estere.
  • Flussi investimenti all'estero: La Malesia inoltre è un importante investitore sull'estero. Le principali multinazionali locali e i fondi sovrani hanno effettuato notevoli investimenti in Gran Bretagna, Paesi del Golfo, India, Cina, Turchia, Australia e Nuova Zelanda. Esistono quindi i presupposti laddove si individuino interessanti prospettive di business (real estate,turismo, acquisizione di aziende di nicchia altamente specializzate, industria alimentare o delle griffe del settore fashion).
  • Accesso al credito: Il Governo ha attuato da qualche tempo politiche nel settore finanziario e bancario per la progressiva liberalizzazione del mercato dei capitali. Anche grazie a tali misure la Malaysia è ora uno dei paesi ASEAN con importanti scambi finanziari e con un elevato numero di aziende quotate in Borsa; ha inoltre sviluppato un vasto mercato dei bond ed il mercato dei capitali islamici è uno dei più vasti del mondo, attraverso l’emissione di “sukuk” (obbligazioni islamiche).

I rischi di investire in Malesia

  • Aumento del costo del lavoro: il costo del lavoro in Malesia è superiore rispetto ai paesi confinanti (anche se molto inferiore a quello della vicina Singapore), ma la produttività/expertise è anche maggiore. I salari sono in aumento nel 2014 (+5,7%) e nel 2013 (+7,3%) nel manifatturiero export-oriented. Nel resto dell'industria gli aumenti sono stati del 14,2% nel 2013 e del 5,6% nel 2014. Le richieste sindacali per aumentare il salario minimo potrebbero portare gli investitori esteri, per le produzioni labor-intensive, a ricercare alternative in altri mercati in crescita dell'area ASEAN.
  • Burocrazia statale inefficiente: uno dei problemi maggiori per le aziende straniere è interfacciarsi con i tempi e le contraddizioni burocratiche della Malesia, da una parte una grande volontà all’apertura, dall’altra un organo statale ancora imprigionato in problemi organizzativi e poco elestici.
  • Forza lavoro non adeguatamente istruita: l’import di manodopera e know-how sono ancora elementi fondamentali per compensare molte volte l’inadeguatezza in molti processi produttivi e decisionali.
  • Inadeguatezza dell'offerta di infrastrutture: seppur con poliche espansionistiche notevoli le carenze strutturali sono molto tangibili e le stesse company straniere devo intervenire direttamente per garantire una produzione costante e senza intoppi. Tra i più comuni problemi c’è l’incostanza della distribuzione energetica che letteralmente spegne le fabbriche.

Rapporti di scambio Italia Malesia - dati e opportunità

La Malesia offre rilevanti opportunità per le nostre imprese. Il Paese può garantire al “sistema Italia” una costante e solida presenza nell’intera regione. Importanti società italiane hanno eletto la Malesia centro nevralgico delle proprie attività nel sud est asiatico. Il forte riconoscimento del made-in-Italy e del knowhow italiano hanno dato all’Italia e alle sue imprese la spinta necessaria per investire, fondare e consolidare forti legami con la Malesia.  Sono circa un centinaio le imprese italiane presenti sul territorio.

Le esportazioni italiane in Malaysia nel 2016 sono state pari a € 1,06 miliardi, in aumento dell’11% sul 2015, mentre le importazioni sono ammontate a € 958 milioni (+7,6%).

Il saldo della bilancia commerciale è quindi positivo per € 104 milioni.

 I principali comparti dell’export italiano sono: “Aeromobili, veicoli spaziali” e relativi dispositivi” per un valore pari a € 71,6 milioni (+88,9%), “Componenti elettronici” per € 69,9 milioni e “Altre pompe e compressori” per € 50,6 milioni (-24%).

Le principali voci dell’import italiano sono: “Olio raffinato o grezzo da semi oleosi o frutti oleosi” per € 303,9 milioni (+27%), “Altri prodotti in gomma n.c.a.” per € 98,2 milioni (-1,8%) e “Attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la ventilazione; condizionatori domestici fissi” per € 77,7 milioni (+36,3%).

Fonti e Risorse

Fonti elaborazioni dati e approfondimenti in rete