Cina – il Sistema della “Food Certification”

a cura di: Filippo Garini

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Con la crescita del reddito disponibile i consumatori cinesi tendono a consumare sempre più prodotti alimentari di alta qualità.

La sicurezza alimentare e la sostenibilità sono due dimensioni estremamente importanti per denotare la qualità dei prodotti. Pertanto “green o organic food” diventano sempre più popolari nel mondo. La Cina non è una eccezione a questo trend.

Alla luce dei molteplici scandali alimentari il Governo Cinese ha implementato un rigido sistema di controllo per accrescere ed assicurare la sicurezza alimentare e ha adottato un sistema di certificazione per la produzione degli alimenti a 3 livelli:

  1. Safe food certification
  2. Green food certification
  3. Organic food certification

La “safe food certification” è la meno stringente e consente di ottenere una certificazione per quei prodotti che contengono minime quantità di pesticidi, metalli pesanti e microorganismi.

La “green food certification” è molto piu rigida ed è ampiamente accettata in Cina. Per poter definire un prodotto “green food” è necessario riportare il “green food” logo ed il TM come riportato nella tabella allegata. In tal caso gli standards saranno molto più rigorosi.

La “organic food certification” è la più rigorosa in assoluto ed i suoi standards sono equiparabili a quelli di altri paesi occidentali. L’elevato price positioning, rispetto agli altri livelli di prodotto (safe and green food), rende tuttavia le possibilità di crescita del mercato dell’organic food ancora limitate

“Safe food” e “organic food” sono due certificazioni gestite da un’agenzia governativa, sotto il controllo del ministero dell’Agricoltura. In particolare la certificazione ed il monitoraggio del green food è condotto dal “China Green Food Development Center” .

Il Governo cinese ha accettato, in quanto developing country, di introdurre un sistema intermedio, quale il green food, per rispondere ad una crescente domanda in Cina di prodotti di qualità.

Recenti studi condotti in Cina hanno evidenziato che:

  • L’incremento dei consumi di green food ha sensibilmente aumentato la destinazione d’uso dei terreni agricoli, che rispondono a determinati parametri, per rispondere alla crescita della domanda di prodotti green
  • I consumatori in Cina, in media, sono disponibili a pagare il 47% in più per i “green vegetables”, rispetto ai “conventional vegetables”. Sono invece disponibili a pagare il 40% in più per la “green meat”, rispetto alla “conventional meat”.
  • La crescita dell’economia cinese, del reddito medio pro capite e la crescente urbanizzazione aumenterà sempre più la “customer base”, creando crescenti opportunità per i produttori di green food.

In conclusione le previsioni di crescita, in particolare del green food, l’aumento della preoccupazione per la qualità del cibo suggeriscono di monitorare attentamente questo mercato che creerà, senza alcun dubbio, molte opportunità per i produttori più scrupolosi e attenti ad un modello di consumo sostenibile in sensibile ascesa.

Dovranno tuttavia aumentare sempre di più i controlli, da parte degli organismi governativi, sull’effettivo rispetto degli standards per ridurre la barriera di scetticismo che è ancora molto presente nella popolazione cinese più sensibile al tema.

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Filippo Garini

Filippo Garini

Filippo Garini è consulente di green marketing & sustainable branding e lecturer presso università cinesi, americane e italiane. In precedenza è stato un imprenditore nel campo della green economy (energia solare e organic food). Ha maturato una esperienza di 20 anni nel campo del marketing e del product development, e ha lavorato come manager per aziende internazionali dei FMCG.

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