Fabio Gamelli – Obiettivo: lavorare in Giappone!

Corriere Asia: Ci può descrivere il suo personale percorso accademico e professionale?

Fabio Gamelli: Durante i tre anni presso la facoltà di Mediazione Linguistica Interculturale dell’Università degli Studi di Milano sono stato due volte in vacanza studio in Giappone, dove ho trascorso un mese il primo anno e due mesi il secondo.
Subito dopo essermi laureato come Mediatore Linguistico Interculturale di lingua cinese e giapponese ho trascorso un anno presso l’Università Normale di Dalian in Cina grazie a una borsa di studio vinta attraverso il “Chinese Bridge”, uno speech contest di lingua cinese.
Terminata la mia borsa di studio mi sono infine spostato in Giappone per raggiungere il mio obiettivo finale, ovvero quello di lavorare presso una ditta giapponese in loco. Dopo sei mesi di studio presso la International Language Academy di Kobe (ILA) e ricerca di lavoro sono stato infine assunto da una ditta giapponese nel settore metallurgico per le vendite nazionali e internazionali. Dopo un anno ho deciso di cambiare azienda e attualmente lavoro da sei mesi nel settore della moda.

Corriere Asia: Può spiegarci la sua posizione lavorativa attuale in Giappone?

Fabio Gamelli: Attualmente lavoro nel settore della moda come Venditore e Buyer. Nello specifico mi occupo di vendite nazionali e internazionali di tessuti per abiti da uomo verso brand, ditte di apparel e sartorie con rispettivo buying e ricerca di prodotti sul territorio estero (in particolare Italia e Inghilterra).

Corriere Asia: Quale è stato l’apporto di Asian Studies Group nel sostenere, veicolare, orientare il percorso nella fase più importante, ovvero dal post Università al posizionamento in Giappone?

Fabio Gamelli: Grazie ad Asian Studies Group ho avuto l’opportunità di studiare alla ILA di Kobe che si è rivelata fondamentale nel trovare lavoro sul territorio. Grazie al costante aiuto dei professori e soprattutto ai consigli e metodi insegnatimi dallo staff della scuola su quello che è un sistema di ricerca del lavoro totalmente diverso dal nostro, sono infine riuscito a raggiungere il mio obiettivo.

Corriere Asia: Quali consigli si sente di poter offrire a chi vuole intraprendere un percorso simile al suo e quali prospettive professionali offre il Giappone ad uno straniero?

Fabio Gamelli: Molte persone che hanno ottenuto risultati qui in Giappone scoraggiano spesso coloro che vogliono trasferirsi. Al contrario, penso sia un percorso che a dispetto di qualsiasi risultato (che sia dal trovare lavoro, al tornare in Italia), faccia crescere le persone da un punto di vista culturale e personale davvero notevole. Per questo consiglio vivamente a tutti di venire qui con passione, tanta energia, ma soprattutto con un obiettivo determinato.
Soprattutto negli ultimi anni il Giappone si sta aprendo da un punto di vista non solo sistematico e strutturale, ma anche culturale. Le manovre economiche del governo di Abe e il ribasso dello Yen stanno facendo sì che ci sia una concreta richiesta di stranieri nelle aziende giapponesi e anche dal punto di vista culturale un paese come il Giappone che è sempre stato (e resta in gran parte tuttora) un paese chiuso verso la figura del diverso e dello straniero, al contrario, inizia invece adesso ad averne bisogno.
Le aziende giapponesi, anche quelle che fino a ora hanno sostenuto in gran parte l’economia del paese, iniziano a essere vecchie e a risentire del rigido sistema gerarchico per il quale i capi e gli anziani prendono sistematicamente decisioni di ogni tipo senza tenere conto di giovani, nuove idee e soprattutto di chi sta sotto di loro nella gerarchia aziendale. Inizia a essere richiesta novità non solo da parte dei giovani del paese ma anche dai giovani di altri paesi. Se vi è un buon momento per entrare in Giappone e fare qualcosa di interessante sotto il punto di vista lavorativo a mio parere questo è quello più opportuno.

Corriere Asia: Quali sono secondo lei le difficoltà che può incontrare un italiano nel trasferirsi e nell’adottare il sistema di vita e di lavoro giapponese?

Fabio Gamelli: Orari di lavoro pesanti, pochi giorni di ferie all’anno, i “senpai” cioè le persone più vecchie anche solo di un anno che devono avere sistematicamente ragione… I primi passi e le varie difficoltà con la lingua, convincere clienti in una lingua e cultura che non è la tua, il non poterti mai esporre troppo in azienda per paura della pressione dei più vecchi… Potrei andare avanti per ore, ma come per ogni difficoltà della vita, si passa oltre. Se si hanno veramente la passione e la volontà di stare qui ci si abitua, oppure ci si crea la propria posizione rendendo i problemi meno pesanti.

Corriere Asia: Quali sono le sue passioni e cosa fa nel tempo libero?

Fabio Gamelli: Ho molte passioni e hobby che coltivo quotidianamente e con il nuovo lavoro ho molto più tempo per me stesso e finalmente posso dedicarmici.
Amo la musica, compongo e suono come DJ in diversi locali e festival a Tokyo e dintorni. Amo anche il campeggio e la natura, in estate vado spesso con amici a trascorrere il weekend in montagna piuttosto che al mare o al lago. In settimana, non finendo tardi a lavoro per gli standard orari giapponesi (tra le 18.30 e le 19.30) esco spesso a cena con amici.

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