200 milioni di cinesi soffrono di malattie professionali

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28 Febbraio 2006

Pechino: 200 milioni di lavoratori cinesi soffrono di malattie professionali, di cui il 90 per cento – circa 180 milioni di persone- è costituito da migranti. In Cina i lavoratori migranti sono i più esposti alle malattie per cause di lavoro, come risulta anche dalle statistiche del Ministero della sanità. Lo Stato finora è intervenuto poco perchè troppo preoccupato dalla rapida crescita economica del Paese. Un editoriale pubblicato sul quotidiano Sun di Hong Kong offre una lista accurata delle malattie professionali maggiormente diffuse in Cina, tra cui soprattutto la pneumoconiosi, malattia polmonare che colpisce i minatori per la continua inalazione di polveri. I dati ufficiali parlano di 580 mila malati e 140 mila morti negli ultimi 50 anni, aggiungendo circa 15 mila nuovi casi l’anno, ma si tratta di dati indicativi poiché la cifra non viene aggiornata da tempo. Molti medici ritengono che il numero sia assai maggiore, poiché il dato considera solo I casi dichiarati. Attualmente sarebbero 600mila quelli dichiarati e 600mila quelli sospetti. Questa malattia può rendere inabili al lavoro. Tuttavia, in un sistema dove la maggior parte delle miniere non garantisce assistenza sanitaria, I dipendenti spesso preferiscono continuare a lavorare finché possibile. La malattia può essere mortale e per la cura occorrono 8 mila yuan (8 mila euro circa), quasi un anno di stipendio. L’editoriale del Sun sostiene che la causa sarebbe l’inosservanza dei regolamenti sulla sicurezza dul lavoro per non rischiare di rallentare la crescita economica del Paese. Inoltre, per poter attrarre sempre maggiori investimenti, alcune aree stanno ignorando il monito delle organizzazioni per la protezione ambientale. Ciò ha fatto sì che gli incidenti professionali si diffondessero dai confini alla Cina interna, dalle città ai villaggi, e dalle zone costiere a quelle occidentali. L’economia cinese certamente cresce, ma allo stesso tempo paga un prezzo salato in termini di vite umane. L’assenza di controlli da parte delle auotorità governative cinesi è l’altra causa dell’aumento incontrollato delle malattie professionali in Cina. Dagli anni ’80 il governo ha sempre più trasferito alle imprese il controllo sulla sicurezza sul lavoro, pechè questo è il modo in cui funziona un’conomia di mercato. Ma molti datori di lavoro, soprattutto I private, trascurano la sicurezza e la salute dei lavoratori per aumentare i profitti. Ma la prevenzione delle malattie professionali, dice Ge Xianmin, esperto del settore, riguarda tutta la società e il Governo deve intervenire.