30 anni dopo Tangshan, la Cina non ancora pronta per grandi terremoti

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28 Luglio 2006

PECHINO : Trent’anni dopo il sisma di Tangshan, la Cina oggi non sembra ancora pronta ad affrontare un sisma di grossa portata, stimano gli esperti.

"Presto o tardi, avremo un altro sisma di magnitudo 7", ha predetto questa settimana Mei Shirong, dell’Ufficio di sismologia nazionale, in una nota pubblicata in un sito internet.

Una previsione sotto forma di pubblicità, dal momento che la Cina si trova ora a commemorare la catastrofe di Tangshan — 7.1 di magnitudo della scala Richter – che causò almeno 240mila morti il 28 luglio 1976 in questa città industriale a 200 km a est di Pechino.

A causa della rapida urbanizzazione e industrializzazione della Cina, sono stati costruiti troppi edifici di cattiva qualità e senza tenere conto dei rischi sismici, soprattutto quelli precedenti al 1989 che non resisteranno ad una forte scossa, sostengono gli esperti.

Secondo Liu Yuchen, direttore aggiunto dell’Ufficio di sismologia, il 35% degli edifici di una città come Shenyang (nord-est) e il 37% di quelli di Canton (sud) non sono affatto a norma di sicurezza.

Inoltre, il 50% delle città cinesi e persino il 67% dei centri più grandi si trovano in zone ad alto rischio, sottolinea lo studio. Se poi i regolamenti nel settore edilizio non sono osservati nelle città, sono praticamente inesistenti nelle campagne.

La maggior parte delle costruzioni in campagna non riuscirebbero a sopportare nemmeno una scossa moderata, ha spiegato giovedì Du Wei, responsabile dell’Ufficio per la prevenzione dei rischi sismici. Nel 1997, una scossa di magnitudo 4.2 nella regione di Sanshui (Guangdong) ha distrutto oltre 1.600 case.

Ai rischi naturali, si aggiungono poi quelli creati dall’uomo: deforestazione, supersfruttamento minerario, tutti fattori che indeboliscono il suolo.

"Le stragi causate da una scossa sismica non sono imputabili solo alla natura, ma spesso sono conseguenza anche dell’azione del governo, o piuttosto, della sua indifferenza, in materia di edilizia o sfruttamento di terreni agricoli.", sostiene Paul Harris, esperto sismologo presso l’università di Hong Kong, "le leggi esistono, ma vanno applicate".

Ylenia Rosati

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