Aldo Cibic e Shanghai: l’essenza del progetto Microrealities

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5 Dicembre 2007

SHANGHAI: Aldo Cibic nasce a Schio nella bella provincia vicentina nel 1955.

Trasferitosi a Milano, studia alla Scuola Politecnica di Design e nel 1979 inizia a lavorare a fianco di Ettore Sottsass, Matteo Thun e Marco Zanini, diventando dopo solo un anno loro socio.

Nello stesso anno sotto la guida di Sottsass, nasce Memphis di cui Aldo Cibic ne e’ uno dei designer fondatori.

Nel 1989 inizia l’attività in proprio fondando a Milano, con Smilian Cibic e Antonella Spiezio , la Cibic & Partners, un centro di progettazione che unisce alle attività di designer, per iniziative proprie e per varie aziende, attività nel campo dei progetti di interni e di architettura in Italia e all’estero concretizzando in questo periodo grandi progetti in Cina, in pieno boom economico e supportato inoltre dalle imminenti olimpiadi.

Dopo questa breve introduzione al designer vorrei parlare di un progetto che ci riguarda da vicino: Microrealities; Viene descritto così: « Un progetto sui luoghi e sulle persone.. »

Si articola in quattro diversi progetti: il primo: Le porte della città,

il secondo: Centro Commerciale+Spazi Pubblici

terzo: La città degli orti

in fine il quarto, la parte del progetto che più interessa Corriere Asia:

Shangai:100 nuove stazioni del metro.

Il sottotitolo al lavoro è una esplicita dichiarazione di intenti positivi in cui il designer veneto in questione mette il cittadino al centro della relazione con lo spazio e l’ambiente in oltre mette ordine a scenari che cambiano velocemente, sepcialmente se si pensa a Shangai. Si evolvono quindi nuove esigenze e desideri contemporanei.

L’ergonomia degli spazi ; Luoghi di scambio fra le persone, come una stazione del metrò o un centro commerciale saranno spazi in cui sarà facile e intuitivo sapere dove andare e verrà spontaneo sentirsi a proprio agio.

Per Shangai infatti Cibic pensa a ben cento nuove stazioni della metropolitana, quindi al relativo arredo urbano di cento piazze ; L’obbiettivo è quello di creare un’ identità ad ognuna di esse, rispettando la facilità dell’utente a orientarsi in ognuno di questi luoghi metropolitani.

Corriere Asia ha avuto la possibilità di incontrare Cibic in concomitanza di un work-shop intitolato Clean Ideas, in collaborazione con una grande azienda italo-americana, in cui partecipavano studenti di tutto il mondo, provenienti da prestigiosi istituti italiani di progettazione e design.

Costante è sempre stato l’impegno di Cibic in molteplici esperienze con ragazzi mediante work-shop che si svolgono durante l’arco dell’anno; il suo nome è recentemente fra i nomi più prestigiosi nel panorama dei corsi offerti dal Museo Pompidou e Vitra e la scorsa estate a Boisbuchet, nel sud-ovest della Francia.

Parlando con lui emerge la passione per l’oriente: nella conversazione citazioni a Giappone e Cina sono molteplici e frequenti.

Ne approfittiamo per sapere cos’è stato per lui Microrealities; Aldo Cibic parla del progetto con entusiasmo :

« Un’occasione per produrre identità e senso di appartenenza nelle periferie

Una moltitudine di persone viene spostata dai vecchi quartieri del centro, che vengono demoliti, in grandi palazzi lontano, nelle periferie…

…Lo spazio personale e il comfort aumentano, ma un universo di valori e di relazioni si perde per sempre…

…Le linee della metropolitana, con le loro stazioni, diventano un’incredibile opportunità per creare ogni volta il centro di una nuova comunità in cui riconoscersi»

Per Cibic&Partners non è il primo e non sarà certamente l’ultimo grande progetto per l’Asia.

Attualmente Aldo Cibic svolge attività di insegnamento alla Domus Academy collabora con la Tongji University di Shangai e insegna in alcuni prestigiosi atenei italiani come il Politecnico di Milano e la Facoltà di Design dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

Trascorre le sue giornate tra Vicenza, dove vive, e Milano ma sembra non fermarsi mai: a riguardo mi riferiva di aver volato tra la Cina e l’Italia decine e decine di volte in un anno.

Carlo Cialli