Amministrative giapponesi: Tokyo rimane a destra

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12 Aprile 2007

TOKYO: Nella giornata di domenica 8 aprile, si e’ svolta in quasi tutto il paese una tornata di elezioni amministrative per la nomina di 13 Governatori Prefetturali, 4 sindaci di grosse citta’ (Sapporo, Hiroshima, Shizuoka e Hamamatsu), 43 Assemblee Prefetturali su 47 e diverse Assemblee Cittadine. E’ questa la prima e piu’ corposa delle due tranche (la seconda si svolgera’ domenica 22 aprile) in cui e’ stato diviso questo importante appuntamento politico, soprattutto alla luce del fatto che da qui a tre mesi si terranno le ben piu’ cruciali elezioni per il rinnovo della meta’ dei membri della Camera Alta della Dieta.

In questa tornata, gli scontri diretti tra il Partito Liberal-Democratico (PLD – Jiminto) del premier Shinzo Abe ed il Partito Democratico (PD – Minshuto), si sono svolti quindi su molteplici fronti e con alterni risultati.

Le elezioni per le Assemblee Prefetturali hanno visto un deciso miglioramento dei risultati del PD, passato da un totale, a livello nazionale, di poco piu’ di 200 seggi ad un totale di 375, ed invece, dall’altra parte, un certo cedimento da parte del PLD, caduto da circa 1300 a 1200 e piu’ seggi.

L’elezione dei sindaci ha segnato una formale parita’ tra i due contendenti, con la riconferma a Shizuoka del sindaco uscente Zenkichi Kojima (PLD) e la vittoria a Hamamatusu di Yasutomo Suzuki (PD), anche se a ben guardare, i vincitori a Sapporo, Fumio Ueda, e a Hiroshima, Tadatoshi Akiba, pur correndo da indipendenti, avevano ottenuto l’appoggio esterno del PD e di altri partiti di opposizione.

L’appeal che il PD ha dimostrato di riuscire ad avere nelle zone urbane e’ stato dimostrato anche dai buoni risultati ottenuti nelle Assemblee Cittadine, che, pur nella maggioranza dei casi non portando ad un deciso cambio di rotta nell’amministrazione, hanno consentito al principale partito di opposizione di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi a Nagoya e quella relativa a Kawasaki.

Le elezioni per i Governatori invece hanno fatto invece tirare un sospiro di sollievo al Premier ed al suo partito. Dei 13 neo-Governatori infatti, 9 sono esponenti del PLD, o comunque indipendenti "sponsorizzati", solo 2 appartengono al PD, mentre i restanti 2 sono stati eletti coi voti congiunti di PLD e PD per fronteggiare i candidati espressi dal Partito Comunista (Kyosanto).

Di particolare rilievo, e’ la rielezione, la terza di fila, del Governatore di Tokyo, il falco Shintaro Ishihara, appoggiato dal PLD, che su 5,5 milioni di votanti e’ riuscito ad aggiuducarsene ben 2,8 milioni, distaccando di molto il suo principale contendente, l’indipendende sostenuto dal PD, Shiro Asano, che ne ha ottenuti 1,6 milioni.

Ishihara e’ un ultra-conservatore che ben riassume l’attuale tendenza verso destra che ha preso il PLD sotto la guida del Primo Ministro Abe, a tal punto che c’era addirittura chi sosteneva che una sua eventuale sconfitta a Tokyo avrebbe significato una implicita mancanza di fiducia dei giapponesi anche nella direzione in cui il Premier sta guidando il paese. Ma cosi’ non e’ stato.

Per poter comunque avere un quadro piu’ completo e significativo di queste elezioni, non resta adesso che aspettare il 22 aprile, con la conclusione della tornata amministrativa e la concomitante elezione supplettiva di due membri attualmente vacanti della Camera Alta.

Intanto, la vita politica qui in Giappone ha ripreso il suo flusso normale, in attesa di quello che con le elezioni di luglio potrebbe rivelarsi ben piu’ di un passeggero tifone estivo.

Gigi Boccasile

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