Analisti mettono in guardia la Cina da monopoli stranieri

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9 Marzo 2006

PECHINO: Lo statista Li Deshui ha richiamato in questi giorni l’attenzione sui monopoli stranieri emergenti, ovvero compagnie multinazionali che acquistano le controparti cinesi. Li, direttore dell’Ufficio nazionale di statistica, ha riferito che alcune delle compagnie straniere stanno riorganizzando i loro investimenti in Cina, nel tentativo di ritagliarsi una posizione di rilievo nell’ambito del proprio settore. Il funzionario ha fatto i suoi commenti al margine della sessione annuale dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento cinese, di cui Li fa parte. Ma anche altri membri dell’Assemblea appoggiano la visione di Li, perché convinti che in questo modo una qualsiasi compagnia straniera potrebbe crearsi clandestinamente una posizione di monopolio nel mercato cinese. Il Governo dovrebbe suggerire alle sue imprese nazionali delle strategie per modernizzare le loro tecnologie, accelerare le innovazioni, rimanere al passo con le multinazionali e mettere così sul mercato prodotti migliori. Delle statistiche ufficiali mostrano che la Kodak ha acquistato metà delle azioni del mercato cinese in materiali fotografici; Fujifilm il 25 per cento; Microsoft il 95 per cento e Cisco due terzi, tutti nei loro rispettivi settori. "Abbiamo capitale a sufficienza nel nostro Paese, tuttavia, alcuni governi locali preferiscono accordare politiche preferenziali agli investitori stranieri in termini di tasse, uso di immobili e prestiti", spiega Xie Zhaohua, altro membro dell’Assemblea Nazionale. "Siamo ben contenti che le compagnie straniere stabiliscano dei centri di ricerca tecnologica in Cina, ma questo non le autorizza a mirare ad un monopolio tecnologico", aggiunge Xie.

Ylenia Rosati

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