Angkor: lo spettacolare panorama della città di pietra conquistata dalla giungla

a cura di:

Archiviato in: in
Angkor: lo spettacolare panorama della città di pietra conquistata dalla giungla

23 Luglio 2007

La città-monumento di Angkor, un reticolo di maestosi templi in pietra ricchi di incisioni e rilievi nascosti nella foresta pluviale cambogiana, costituisce senza dubbio una delle meraviglie architettoniche del pianeta. I templi sono stati costruiti tra il IX e il XIII secolo dai sovrani khmer, il primo dei quali fu Jayavarman II. Questi resero in quel periodo Angkor una delle città più grandi al mondo (abitata da circa 500 mila persone) e produssero una civiltà opulenta e tra le più potenti del sud-est asiatico. I templi furono eretti per celebrare l’ascesa al trono dei diversi sovrani e per adorare- e ingraziarsi- divinità sia del panteon induista (prima tra tutte Vishnu) che del panteon buddista (basti pensare ai 200 volti tutti identici del bodhisattva Avalokiteshvara scolpiti sulle mura del Bayon).

Tutti i tour per Angkor partono dalla cittadina di Siem Reap, un piccolo agglomerato urbano rilassante e visitabile in un’oretta, distante circa 6 km da Angkor. Il nome significa "vittoria sui Siamesi", richiamando alla memoria del turista i rapporti non proprio idillici tra i due vicini (tra le varie schermaglie intercorse negli ultimi anni, ricordiamo ad esempio l’incendio, nel gennaio 2003, dell’ambasciata tailandese di Phnom Pen).

Siem Reap è facilmente raggiungibile sia in aereo dai maggiori aeroporti asiatici, sia in autobus da Phnom Pen e Bangkok. La rotta in autobus Bangkok-Siem Reap è molto popolare tra i traveller in giro per il sud-est asiatico. Ciò nonostante, fino a qualche anno fa la strada che collegava la città di Poipet, al confine con la Tailandia, e Siem Reap era considerata una delle peggiori al mondo. Noi che l’abbiamo attraversata ai tempi di questa nomea possiamo dirvi che non sapremo mai come la strada fosse veramente, dato che si trovava nella totale oscurità della notte cambogiana, ma possiamo assicurarvi che il nostro pulmino ballava non poco e che durante il tragitto una tempesta di sabbia rossa ha continuato a pioverci addosso senza sosta. Recentemente il governo ha finalmente cominciato ad investire sulla qualità del tessuto stradale del paese, che nonostante ciò rimane ancora uno dei peggiori del continente.

Consigliamo di trascorrere ad Angkor almeno 2 giorni. All’ingresso dei templi dovrete acquistare un biglietto, che vi permetterà di andare in giro per i 26 km che costituiscono la zona centrale e di maggior interesse, e di cui esistono tre formule: da un giorno ($ 20), da tre giorni ($ 40) e da 7 giorni ($ 60). Con lo stesso biglietto, potrete anche spingervi più lontani e visitare templi come il Banteay Srei, i cui rilievi sono conservati particolarmente bene, che si trova a circa 16 km dalla zona centrale. Tuttavia è probabile che la vostra guida vi chieda qualcosa in più per portarvi fino a templi più lontani. Il vostro hotel/guest house potranno sicuramente provvedere a trovarvi una guida per visitare il complesso, dato che è d’obbligo essere accompagnati (onde evitare danni causabili da turisti fuori controllo). Le guide vi scarrozzeranno in giro per Angkor in motorino (consigliabile perché vi permetterà di visitare velocemente, e stando relativamente freschi, diversi templi, oltre a darvi un contatto prolungato con una persona del posto) o con dei piccoli pulmini in caso di gruppi organizzati.

A seguire vi consigliamo un itinerario nel caso in cui abbiate due giorni di tempo per visitare Angkor. Gli highlights del complesso architettonico sono adiacenti l’uno all’altro e avrete modo di visitarli il primo giorno , mentre il secondo giorno vi dedicherete ai templi cosiddetti "minori", ma altrettanto stupefacenti.

Giorno 1:

Mattina:

– Angkor Thom

La città fortificata di Angkor Thom, probabilmente una delle più grandi città khmer con un’estensione di 9 km quadrati, fu costruita dal re Jayavarman VII e fu la capitale dal dodicesimo fino al diciassettesimo secolo. La città è circondata da un recinto murario di rara bellezza: il primo impatto è con il maestoso ponte che conduce alla porta principale (il cancello meridionale), decorato con statue di divinità a sinistra e di asura (demoni) a destra. Il cancello, alto 20 metri, è torreggiato da quattro volti del bothisattva Avalokiteshvara che preannunciano lo stile del Bayon.

-Terrazza degli elefanti

La Terrazza degli elefanti, lunga 350 metri, è così chiamata a causa dei basso-rilievi di scene di caccia a dorso di elefanti che ne decorano il muro principale. Si suppone che la terrazza fosse usata dal Re per fare discorsi alla popolazione, osservare il proprio esercito schierato e presiedere cerimonie religiose.

-Terrazza del Re Lebbroso

Voluta probabilmente dal re Jayavarman VIII, la Terrazza del Re Lebbroso, lunga circa 25 metri e alta 6, potrà darvi un primo assaggio della perfezione dei bassorilievi di Angkor. Nel muro nascosto si susseguono infatti bassorilievi di naga (serpenti con cinque o sette teste) e di altre divinità del mondo sotterraneo, molto ben conservati. Sopra la piattaforma è collocata una statua che, leggenda vuole, rappresenta uno dei due re di Angkor che ebbe la lebbra (da cui deriverebbe il nome della Terrazza). Più probabilmente tuttavia, la statua rappresenta Yama (il Dio del mondo sotterraneo).

-Phimeanakas

La maggior parte delle strutture in questa zona non erano di tipo religioso, e quindi furono costruite in materiali deperibili. Il Phimeanakas ha una forma piramidale, raggiungendo l’altezza di circa 35 metri che, seppur modesta per una piramide, è abbastanza faticosa da scalare, considerato anche lo stato diroccato degli scalini (consigliamo di utilizzare quelli a ovest). In cima troverete un piccolo santuario dove, secondo la tradizione, il Re Suryavarman I giaceva ogni notte con una donna che era l’incarnazione di un naga con nove teste e che conferiva al Re il potere sulle terre del regno. Alla base della piramide ci sono due laghetti.

-Bayon

Il Bayon è l’unico tempio di Angkor concepito completamente come tempio buddista, tant’è che è sovrastato da 37 torri decorate con 200 volti di Avalokiteshvara sorridenti in maniera enigmatica (le torri erano in origine 54 ma molte sono crollate). Tuttavia, il tempio fu rimodellato diverse volte per essere adattato anche al culto induista e animista, presentando oggi una struttura estremamente complessa. Dopo Angkor Wat questo è sicuramente il tempio più famoso del complesso, data la ricchezza di bassorilievi e di sculture, e potreste trascorre fino a 2 ore di tempo per riuscire a visitarlo tutto e accuratamente.

Pomeriggio:

-Ta Phrom

Un altro tra i templi più famosi di Angkor, il Ta Phrom vanta anche una comparsa cinematografica (lo troviamo infatti assieme ad Angkor Wat nel film Tomb Raider). Il tempio è stato infatti preservato così come fu "ritrovato" dall’Ecole Francaise d’Extreme-Orient nel diciannovesimo secolo. Ciò significa che al Ta Phrom vedrete come la natura si è rimpossessata della terra che le era stata tolta dai templi: gigantesche radici di alberi sovrastano porte e mura, piante rampicanti colorano di verde le strutture e i rilievi scolpiti, conferendo al tempio un’impareggiabile atmosfera romantica e selvaggia.

– Angkor Wat

Angkor Wat, il sito religioso più grande al mondo, è la punta di diamante del complesso archeologico di Angkor, e non senza motivazioni. Fortemente voluto dal Re dal re Suryavarman II (1113-1150), il tempio è dedicato alla divinità del panteon induista Visnu, anche se intorno al quattordicesimo secolo fu riconvertito al Buddhismo Theravada. Vi consigliamo di concedervi diverse ore per visitarlo tutto e di fare più di una visita, in particolar modo durante le ore dell’alba e del tramonto, che oggi vi consigliamo di aspettare seduti su una delle tante terrazze del più sublime tra i templi di Angkor.

Giorno 2:

Mattina:

-Angkor Wat (alba)

Cominciate la giornata godendovi il panorama del sole che albeggia in questo scenario magico.

-Prasat Kravan

Caratterizzato da una base a mattoni unica nel suo genere, il tempio, che a prima vista non è troppo entusiasmante (specialmente dopo un’alba ad Angkor Wat) è caratterizzato al suo interno da interessanti bassorilievi, tra cui quelli di Visnu e della consorte Lakshimi. Dedicate mezz’oretta per scoprirlo meglio.

-Srah Srang

Srah Srang significa "Piscina delle Abluzioni". Si tratta di una piscina della di misura 700×350 metri che offre un’atmosfera tranquilla, con albe spettacolari e tramonti romantici. È probabile che abbiate anche la possibilità di fotografare dei bambini che si rinfrescano giocando nelle sue acque.

-Ta Keo

Dedicato a Shiva e costruito interamente in arenaria , il Ta Keo fu lasciato incompleto, presentando così un aspetto meno curato se paragonato agli altri templi. Per visitare il Ta Keo potrebbero occorrervi circa 45 minuti- un’ora.

-Thommanon

Completamente restaurato negli anni ’60, anche il Thommanon è incompleto ma presenta chiaramente uno stile del periodo di Angkor Wat, facendo si che valga la pena di visitarlo.

-Chao Say Tevoda

Attraversando la strada vi troverete davanti al tempio Chao Say Tevoda, anche questo di minore importanza rispetto a quelli che avrete visitato il primo giorno, ma piacevolmente visitabile in quindici minuti.

Pomeriggio :

-Preah Khan

Il Preah Khan, voluto da Jayavarman VII, fu concepito come tempio e università buddista. Il tempio, che si trova nella zona nord-est di Angkor, conserva un’atmosfera simile a quella del Ta Prohm. Tuttavia, il Preah Khan è più esteso: pertanto considerate che la visita durerà circa un’ora.

-Bakheng

Ritornati nella zona centrale di Angkor, aspettate il tramonto al Bakheng, dove potrete godere di uno spettacolare panorama di Angkor Wat, che dovrete però conquistare scalando una collinetta di 60 metri (attenzione a fare la discesa dopo il tramonto!).

Ameriga Giannone

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link