Aokang affronta in tribunale le misure anti-dumping dell’Ue

24 Ottobre 2006

PECHINO: Il gruppo Aokang, maggiore produttore cinese privato di calzature, ha annunciato ieri 23 ottobre di essersi rivolto a un avvocato per portare di fronte alla legge il caso delle misure anti-dumping imposte dall’Unione Europea. Aokang, basato nella provincia meridionale Zhejiang, ha prodotto lo scorso anno 13 milioni di paia di scarpe, esportandone tre milioni all’estero. Si tratta del primo produttore ad adottare un provvedimento drastico da quando l’Ue ha imposto dazi doganali del 16,5% sulle importazioni calzaturiere cinesi per due anni a partire dallo scorso 7 ottobre. Il presidente di Aokang, Wang Zhentao, ha comunicato all’agenzia di Stato Xinhua di essersi rivolto al migliore avvocato cinese in materia anti-dumping, Pu Lingchen. Infatti l’Europa ha deciso di imporre pesanti tariffe sulle calzature cinesi "pur in assenza di evidenze legali e incurante delle proteste dei produttori cinesi, che considerano tali tariffe del tutto inaccettabili", ha riferito il portavoce del Ministro cinese del Commercio. Secondo il regolamento dell’Unione Europea, le aziende coinvolte si possono appellare alla legge, "ma le procedure saranno molto lente", ha preannunciato Pu Lingchen. L’avvocato cinese è famoso per essersi occupato di oltre 40 casi anti-dumping dal 1992, riuscendo nel 2003 a fare annullare le misure adottate dall’Ue contro gli accendini cinesi.

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