Apre in Cina prima clinica gratuita per gay

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9 Novembre 2006

PECHINO: E’ stata inaugurata ieri nel Chaoyang District Centre for Disease Control and Prevention — CDC – a Pechino la prima clinica gratuita per gay. L’organizzazione, non governativa, effettuerà sui pazienti un primo check up, curerà tutte le malattie trasmesse per via sessuale e inserirà i casi confermati di HIV nel programma nazionale di trattamento gratuito.

A un solo giorno dall’apertura, 500 persone si sono già iscritte attraverso l’apposito modulo scaricabile dal sito www.hivolunt.net. Ai pazienti non solo è garantito il completo anonimato, ma vengono parzialmente rimborsate le spese di viaggio.

Il finanziamento iniziale, offerto dal STD and AIDS Prevention Centre — che fa capo al China Centre for Disease Control and Prevention, e dal Chaoyang District Centre for Disease Control and Prevention (CDC), avrà bisogno di nuovi sostanziosi introiti. Ma i medici sono fiduciosi, perché "l’omosessualità è sempre più accettata in Cina", afferma Zhao Zheng, un volontario del centro. Con l’aumento della tolleranza, "la società riconoscerà sempre di più i diritti dei gay", ha dichiarato ieri al quotidiano China Daily Xiao Dong, direttore del Chaoyang Chinese AIDS Volunteer Group. La clinica ha già infatti stretto alleanze con due ospedali – Shibalidian Township Hospital e Asian Games Village Hospital — e aperto il dialogo con gli uffici sanitari al fine di ridurre le spese mediche.

Una nuova conquista per la ricca comunità gay cinese – gli unici dati ufficiali, rilasciati nel 2004, stimano fra 5 e 10 milioni di gay in Cina, ma attualmente potrebbero essere fino a 50 milioni – e solo l’ultima di una serie di notizie apparse qua e là negli ultimi due anni. Già nel febbraio del 2004, le città di Shenzhen – nella provincia meridionale Guangdong – e di Nanchino – nella provincia orientale Jiangsu – aprivano le prime cliniche per gay, ma a pagamento.

Lo scorso agosto il CDC ha lanciato sul suo website il primo gay forum con l’approvazione delle autorità.

E infine, ha suscitato la curiosità generale la notizia apparsa una settimana fa relativa all’approvazione, da parte dell’Università Sun Yat-sen di Canton, dell’organizzazione gay e lesbiche "Happy Together". Prima e unica nel suo genere in Cina, "Happy Together" annovera alunni come professori, e organizza conferenze, incontri culturali e forum di discussione. A Shanghai sono in continuo aumento i locali per gay, perfino pubblicizzati dai quotidiani locali.

I poveri ex maoisti dovranno per forza adattarsi. Lo sta facendo per primo il governo, se non altro per una questione di necessità: tenere sotto controllo il rapido diffondersi dell’AIDS. Dei 300.000 gay stimati a Pechino, il 2% è portatore di HIV, riferisce China Daily. Solo negli ultimi tre anni, il paese ha speso 36 milioni di dollari per curare gratuitamente i suoi innumerevoli malati di AIDS.

Marzia De Giuli