ASEAN: rallenta l’integrazione sotto l’ombra di Pechino

a cura di: Lorenzo Riccardi

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Stati membri ASEAN

Divisioni interne, divergenze politiche e l’ombra della Cina limitano il potenziale dell’organizzazione. Malgrado l’ASEAN sia vista come un esempio di cooperazione regionale tra economie emergenti, il meeting dello scorso maggio a Naypyidiaw (MYANMAR) ha messo in luce, una volta di più, tutti i problemi che l’organizzazione porta dietro da tempo, e cioè la mancanza di politiche comuni, la presenza di divisioni interne tra i membri e soprattutto il rapporto da sempre difficile con la Cina. La mancanza di una leadership forte e di una solida collaborazione pongono questioni di notevole rilevanza, che ne minano premesse e potenziale di sviluppo.

Fondata nel 1967, l’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico) raccoglie una popolazione di circa 600 milioni di persone ed un GDP agreagato di oltre 2 miliardi di dollari. I maggiori risultati raggiunti dall’ASEAN si possono esprimere con il 70% degli scambi interni esente da tariffe, e con un aliquota media del 5% sui restanti volumi.

L’ultima riunione dei membri tenutasi in maggio a Naypyidiaw è stata connotata dalla questione Vietnam-Cina per via delle schermaglie avvenute nel Mare della Cina Meridionale. Il caso mette in evidenza il continuo confronto con la Cina e non solo per materie di carattere economico. Di fatto oltre al Vietman anche Filippine, Malaysia e Brunei, presentano questioni in sospeso con la Cina ma fin qui non è ancora emersa una posizione univoca a riguardo, dal momento che la seconda economia mondiale mantiene una forte sfera di controllo su diversi paesi ASEAN tramite aiuti, investimenti e supporto di vario genere.

Un altro punto riguarda l’ingresso dei nuovi paesi membri. Questo pone l’accento sia sulla povertà iniziale dei nuovi entranti sia sui loro governi deboli e spesso preda delle forti instabilità interne (Thailandia, Indonesia). Sotto il cappello dell’ASEAN sono presenti realtà con divergenti sistemi politici e profonde differenze. Questi problemi rendono chiaramente difficile un completa integrazione dei 10 paesi membri. Inoltre il semplice fatto che molte tariffe negli scambi interni siano cadute, non vieta ai singoli paesi di porre misure protezioniste diverse dalle tariffe, volte al sotegno di settori nazionali. Infine il piccolo ufficio del segretariato in Jakarta unito alla mancanza di un leader visionario, rendono difficile superare quella che appare più di una situazione di impasse.Per tutti questi elementi, si evince come, al momento, l’ASEAN sia inquadrabile più come uno strumento che guidi all’ascesa di singoli paesi all’interno di un contesto protetto, come nel caso di Singapore, piuttusto che come mezzo volto ad una vera e propria integrazione economica a livello regionale.

Per questo motivo, i membri ASEAN dovrebbero implemetare un più diretto ed efficace set di misure che promuova l’attrazione e lo sviluppo degli investimenti dell’intera regione sin dal prossimo meeting del 2015, dando vita così ad un nuovo corso per i paesi del Sud-Est asiatico e poter competere con il gigante Cina.

Lorenzo Riccardi – Dottore commercialista, Shanghai
lr@rsa-tax.com – RsA Asia

Lorenzo Riccardi

Lorenzo Riccardi

Insegna fiscalità asiatica presso Shanghai Jiao Tong ed è Adjunct Associate Professor alla Xian Jiao Tong Liverpool University. Si è specializzato in fiscalità internazionale all'IBFD di Kuala Lumpur e nel 2016 ha conseguito una borsa di studio per un progetto di dottorato di ricerca sulle economie del Far East presso Shanghai University. E’ segretario dell’Associazione degli Accademici italiani in Cina ed e’ stato ammesso come International Associate dell’American CPA Association, membro di Australia CPA, dell'Ordine dei Dottori Commercialisti, del Registro dei Revisori in Italia e International Affiliate dell’Hong Kong Institute of CPAs. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ha ricoperto ruoli nella governance di istituzioni e gruppi societari, tra cui Giorgio Armani, Trussardi e Pomellato. E' socio dello Studio di consulenza RsA (www.rsa-tax.com), specializzato in Asia e paesi emergenti e ha ricoperto ruolo di Board Director della Camera di Commercio Italia-Vietnam, della Camera Italiana in Cina e di Chief Representative di Unimpresa a Shanghai. Ha pubblicato per Il Sole 24Ore Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam, per Maggioli Editore cura le guide dei paesi dell’Asia Orientale e per Wolters Kluver è il responsabile della banca dati Asia. E’ membro del comitato scientifico di Corriere Asia e Fiscalità Estera. Per l’editore Springer cura una collana di testi su temi in ambito contabile e fiscale legati alla Cina e i suoi testi sono stati pubblicati in lingua italiana, cinese, portoghese ed inglese. Contatti: Website / LinkedIn

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