In attesa delle mosse di Carrefour

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9 Gennaio 2007

MUMBAI: Che l’alleanza di Wal Mart e Bharti sia stata un evento storico per il mercato al dettaglio indiano, lo si era capito dal rumore creato dagli ambienti locali. Ma che la joint venture tra le due aziende potesse generare un inverosimile rincorrersi di voci e smentite di tali proporzioni, forse nessuno lo poteva immaginare.

Lo scorso dicembre Wal Mart e Bharti hanno firmato un’intesa per una collaborazione comune nella gestione delle catene di distribuzione dei prodotti finali. Wal Mart, infatti, desiderosa da tempo di poter giocare un ruolo importante nel mercato indiano, si è dovuta scontrare con le legislazioni nazionali che limitano gli investimenti diretti esteri nei settori al dettaglio. Tramite la joint venture con Bharti tale divieto è stato — per così dire — aggirato, ed ora i due colossi sono pronti a ricoprire un ruolo da possibile leader nel subcontinente.

Tra smentite e voci di corridoio, pare ora essere il turno di Carrefour, che in virtù della stessa tecnica adottata da Wal Mart per scavalcare i limiti all’investimento estero nel mercato al dettaglio, avrebbe trovato un partner indiano con cui collaborare nella distribuzione dei prodotti ai consumatori finali. E sebbene Carrefour non avrebbe avanzato ancora alcuna proposta formale, si dà ormai quasi per certo che tale partner sia la Bombay Dyeing Group, che da parte sua si limita a confermare la presenza di alcuni contatti con l’azienda francese.

Ma la Bombay Dyeing Group, quasi a voler evitare le critiche rivolte qualche settimana prima a Wal Mart e Bharti, accusati di aver dato il via, con l’accordo, a una rivoluzione a impatto negativo nel settore del commercio indiano, si è affrettata a comunicare che il Paese non ha bisogno di altri investimenti esteri nella parte finale della catena produttiva e distributiva, bensì sarebbero gradite delle collaborazioni nella logistica e nella tecnologia.

Tuttavia niente è ancora certo. I media indiani avevano già in precedenza trovato un altro partner candidato per un possibile matrimonio con Carrefour, e cioè Wadias, che però non ha confermato alcun contatto. Anche la stessa Carrefour si mantiene prudente, facendo sapere di essere intenzionata a stringere rapporti con gli indiani. A conferma di ciò basti ricordare che quello di Carrefour era uno dei nomi papabili per l’alleanza con Bharti, poi avvicinatasi definitivamente a Wal Mart.

Una terza eventualità, sostenuta da alcune voci di settore, è che Carrefour potrebbe organizzare un’entrata in grande stile nel mercato indiano attraverso una joint venture con la Landmark (con sede a Dubai). Ciò nonostante questa eventualità sembra essersi subito spenta, perché Carrefour avrebbe manifestato in maniera più o meno esplicita la volontà di trovare una porta d’ingresso in India grazie ad una partnership con un’industria locale.

Roberto Rais

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