Augusto Scaglione e Intesa Sanpaolo:”A Bangkok il sostegno all’impresa Italiana per approdare in Thailandia”

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Bangkok, dal nostro inviato. Corriere Asia ha incontrato Augusto Scaglione, da oltre 20 anni profondo conoscitore dei mercati asiatici e allo stesso tempo delle croniche difficolta’ della media impresa Italiana in tema di internazionalizzazione in questi Paesi. Da pochi mesi approdato a Bangkok in qualita’ di Responsabile dell’Ufficio Intesa Sanpaolo, Augusto Scaglione vede positivamente l’espansione economica della Thailandia ed invita gli imprenditori Italiani a farsi avanti.

Corriere Asia: "Intesa Sanpaolo e Asia: come il primo gruppo bancario Italiano copre un territorio cosi’ vasto?"

Augusto Scaglione: "Abbiamo diversi uffici sparsi su tutto il continente: la filiale di Hong Kong, dove ho lavorato per 15 anni e quella di Singapore, concentrata sul Sud Est Asiatico. Quindi la branch di Tokio che segue il large corporate Giapponese e tutto il corporate Italiano, soprattutto le aziende dei grandi marchi e brand legati al Fashion & Design; la branch di Shanghai che lavora molto con le imprese italiane e che ha la possibilità di emettere finanziamenti in valuta locale su tutto il territorio cinese. Abbiamo poi ancora i Rep Office di Seoul, Bejiing ed infine di Mumbai, India. E’, inoltre, in programma l’apertura di una rappresentanza a Ho Chi Min City in Vietnam. Da Bangkok seguo Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine e Brunei. Grazie alla mia lunga esperienza mantengo una varietà di rapporti di corriespondent banking con le istituzioni finanziarie dell’area e i corporate dei Paesi affidatimi."

Corriere Asia: "Quali sono i principali servizi che offrite ai vostri clienti in Thailandia?"

Augusto Scaglione: "Come ufficio di rappresentanza non abbiamo attivita’ operative di sportello. L’ufficio di Bangkok, in concerto con le strutture Italiane promuove in Thailandia strategie, servizi e prodotti da offrire alle nostre corrispondenti Thailandesi ed individua opportunita’ di business che possano essere poi gestite dalle nostre filiali di Hong Kong e/o Singapore e dall’Italia. La presenza quotidiana e aggiornata sul mercato Thailandese permette di individuare opportunita’ che l’Italia per ragioni ovvie non potrebbe cogliere. La principale attivita’ e’ quella del correspondent banking e del trade finance, cioe’ lo sviluppo delle relazioni con le banche locali e l’individuazione di nuovi strumenti di lavoro che portano poi un indotto di servizi che favoriscono anche la clientela Italiana che necessita supporto per sviluppare un’attivita’ imprenditoriale in questo mercato. Seguono poi la raccolta di informazioni e dati utili alla concessione e rinnovo degli affidamenti alle Banche e assistenza all’imprenditore Italiano che necessita assistenza particolare per sviluppare e/o mantenere relazioni commerciali nell’operativita’ import/export con la Thailandia."

Corriere Asia: "Quale e’ la situazione delle Banche in Thailandia, a poco piu’ di 10 anni dalla crisi che sconvolse tutti i mercati Asiatici?"

Augusto Scaglione: "La Thailandia e’ stato l’unico Paese dell’area ad accettare quasi in toto le condizioni imposte dal Fondo Monetario Internazionale per il risanamento delle banche e delle grandi industrie e ad aprire le porte in maniera molto ampia agli investitori stranieri, soprattutto di Singapore. La Bank of Thailand ha lavorato molto in questi anni per ripristinare la normalita’ e per monitorare e controllare l’operativita’ delle banche. Il 2007 in generale ha visto l’operating income delle banche Thai in aumento ma per alcune anche un’elevata incidenza dei non performing loans, in parte correlati alla questione dei sub prime americani. Si prevede comunque che l’effetto negativo scompaia già a partire dal 2008."

Corriere Asia: "Come spiega il rafforzamento valutario del Baht sul Dollaro americano che negli ultimi 18 mesi e’ stato protagonista di un apprezzamento ben superiore rispetto a quello delle valute degli altri Paesi limitrofi?"

Augusto Scaglione: "Grazie all’export che nel 2007 — nonostante tutto — e’ stato da record c’e’ stata una continua e massiccia entrata di valuta straniera non controbilanciata da una pari uscita di Baht che non trova grossi spazi al di fuori del mercato locale: il risultato netto e’ un forte apprezzamento della valuta.

Corriere Asia: "Le aziende Italiane vostre clienti sono propense ad espandere il proprio business in Estremo Oriente?"

Augusto Scaglione: "Va innanzitutto chiarito che le imprese italiane sono presenti praticamente ovunque in Asia, non solo nei principali Paesi asiatici, quali Cina, Giappone e India, ma anche in Corea e Thailandia appunto. Cio’ detto, e’ noto a tutti come le limitate dimensioni delle nostre imprese rappresentino, in un mondo globalizzato, un ostacolo all’internazionalizzazione su larga scala, ma la presenza di banche come la nostra, che favoriscono e sostengono l’internazionalizzazione dei loro clienti tramite assistenza specialistica sia in Italia sia all’estero e una maggiore attenzione da parte delle nostre istituzioni all’approccio a nuovi mercati, hanno portato buoni risultati negli ultimi anni.

Corriere Asia: "Sig. Scaglione come e’ cominciata e proseguita la sua esperienza professionale in Asia?"

Augusto Scaglione: "Sono arrivato a Hong Kong nel Novembre del 1985, all’epoca per conto del Nuovo Banco Ambrosiano, con il ruolo di rappresentante per l’estremo Oriente e Oceania che mi portava a viaggiare in lungo e largo per quasi 200 giorni all’anno. Dal 1999 al 2004 ho lavorato in Italia ed in Canada, dopodiche’ sono tornato a Hong Kong per seguire nuovamente l’Asia; a seguito poi della fusione con Sanpaolo Imi e’ arrivata l’opportunita’ di Bangkok, una nuova sfida per dare a questo ufficio il giusto ruolo nell’area".

Corriere Asia: "Un’ultima domanda: e’ fiducioso sulla Thailandia e sul suo sviluppo economico?"

Augusto Scaglione: "Sono positivo perche’ ora che il nuovo governo e’ stato formato la domanda interna sta riprendendo a correre e gia’ si avverte una maggior fiducia degli imprenditori locali ad investire: la forte crescita in doppia cifra dell’export 2007 dovrebbe indurre le aziende Thai ad ammodernare i macchinari ed ampliare la capacita’ produttiva. Qui, inoltre, ci sono degli elementi storici favorevoli come l’interscambio commerciale (da anni tra i top 5 della regione asiatica) ed il rating del Paese (BBB+ tra i piu’ positivi nell’Area). In aggiunta a cio’, il sistema Thailandia ha una semplice e trasparente normativa per gli investimenti nel Paese tanto che il 2007 si e’ concluso con la piu’ alta raccolta di Foreign Direct Investments di sempre, per cui l’imprenditore Italiano puo’ guardare con maggior fiducia alla Thailandia: noi siamo qui per aiutarlo".

Luca Vianelli

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