Binhai, il “Pudong della Cina del nord”

7 Giugno 2006

TIANJIN: Il nuovo porto di Tianjin ha finalmente ottenuto l’approvazione del Governo centrale per la realizzazione di una nuova area di sviluppo chiamata dagli investitori stranieri il "Pudong della Cina del nord".

In una dichiarazione rilasciata ieri dal Consiglio di Stato, la Nuova Area di Binhai è stata ufficialmente definita una "zona sperimentale per delle riforme strutturali."

Tianjin è a 120 km a sud-est di Pechino, e Binhai è a 50 km dal centro della città.

Negli ultimi due anni, il progetto di Binhai era stato promosso dalle autorità della municipalità come "strategico" per lo sviluppo futuro della città portuale.

In una circolare notificata ieri, il Governo centrale ha annunciato che il progetto mira a trasformare la città in una finestra sul mondo per la Cina settentrionale, un centro di ricerca e sviluppo industriale e una base logistica internazionale.

Lo sviluppo della Nuova Area di Binhai ha un significato strategico nello sviluppo economico e sociale della Cina.

Pechino infatti spera che lo sviluppo dell’area possa promuovere anche la crescita di altre città lungo il mare di Bohai, al confine con le province dello Hebei, Liaoning e Shandong. Lo sviluppo della Nuova Area di Bohai rientra in una strategia ideata da Pechino per assicurare uno sviluppo più equo in queste regioni.

Con quasi 2.270 km quadrati, l’area sarà un terreno sperimentale per il Paese, dove le misure di riforma verranno testate prima di essere applicate a livello nazionale.

Il Governo, infatti, permetterà a Binhai di "pilotare" una serie di riforme legate ai servizi finanziari, sperimentando investimenti industriali, servizi di amministrazione di valuta estera e di finanziamenti offshore.

Il Sindaco di Tianjin, Dai Xianglong ha, infatti, costituito alla fine dello scorso anno la Bohai Bank, la prima banca nazionale approvata dal 1996 e la prima banca cinese ad aver un investitore straniero, Standard Chartered.

Il Consiglio di Stato ha anche approvato la costituzione di un fondo di 20 miliardi di yuan per lo sviluppo industriale di Bohai, per incoraggiare le industrie high-tech dell’area.

La Nuova Zona godrà anche di politiche preferenziali nel pagamento delle tasse e di sistemi innovativi nella gestione dei terreni, garantendo una più efficiente amministrazione delle risorse disponibili.

"La politica preferenziale dimostra che anche se Pechino può stabilire il tasso delle imposte, i governi locali possono ancora trovare dei modi per offrire concessioni, per attrarre investimenti esteri", sottolinea Yi Xianrong, ricercatore presso l’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS).

Ylenia Rosati