Borsa di Tokyo: la nuova scalata ai 18.000

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19 Giugno 2007

TOKYO: Senza gravi scosse il movimento rialzista che ha contraddistinto le ultime sedute di borsa trascina nuovamente il Nikkei 225 oltre la soglia dei 18.000 punti, che si conferma essere un valore di riferimento importante per l’andamento dell’indice, fermo oggi a quota 18.163,61 (+0,08% dalla chiusura di ieri). Con una flessione dello 0,44%, il Topix, che vale oggi 1780,49, rispecchiala tenuta limitata dei titoli a minore capitalizzazione. E’ significativa tuttavia l’inversione di tendenza per la quale il beneficio che i continui aumenti del prezzo del greggio portano alle industrie petrolifere e alle trading companies sono sopravanzati dai riflessi negativi sul settore dei trasporti (Meidansha: -3,95 %; Mitsubishi Logistic: -1,86%). Particolarmente penalizzato il trasporto marittimo, con Mitsui OSK al -2,53% e Kawasaki Kisen al -2,04%.

Non deve trarre in inganno, comunque, la chiusura negativa di mercoledì 13 (-0,16%), legata ai timori per la possibile evoluzione dei tassi di interesse, a livello globale, verso condizioni meno favorevoli allo sviluppo economico. In effetti, la modesta flessione che si registra al termine delle contrattazioni è il risultato di una vigorosa ripresa dai minimi, raggiunti poco dopo l’apertura, con il Nikkei al di sotto dei 17.600 punti.

Particolarmente colpite dalla prospettiva di un aumento del costo del denaro, già riflessa dai rendimenti crescenti dei titoli di Stato, le società immobiliari e le utility, con Mitsubishi Estate che perde l’1,7% e Tokyo Electric Power Co., che segna -0,8%.

La maggiore onerosità dell’indebitamento è anche alla base della riduzione dei prezzi delle principali materie prime, su tutte petrolio, rame e nickel. Ne risente l’industria metallurgica e mineraria (Sumitomo Metal Mining: -4,2%; Mitsubishi Materials: -1,8%) che vede interrompersi l’andamento complessivamente positivo delle scorse settimane.

Lo yen, sempre più debole al cambio col dollaro USA, è l’indiscusso protagonista delle giornate di giovedì e venerdì, nel corso delle quali gli indici giapponesi superano due importanti scalini, con incrementi dello 0,6% e dello 0,7% per il Nikkei, fermo a 17971,49 a fine settimana.

Fin da giovedì 14, il cambio dollaro/yen supera il precedente record annuale e si porta su valori visti nel dicembre 2002, chiudendo la settimana a 123,05, mentre il rapporto euro/yen cresce quasi nella stessa misura.

A guidare i rialzi sono quindi le società che distribuiscono all’estero una quota significativa della propria produzione: Nintendo dà il massimo (+1,8%) nella seduta di giovedì, mentre le aziende automobilistiche — Toyota, Honda, Nissan e Isuzu — rimangono stabilmente in evidenza, per valore dei corsi e volumi scambiati, in entrambi i giorni. A tali risultati contribuisce certamente la buona performance di Wall Street, sostenuta dalla diffusione di dati economici incoraggianti: crescita delle vendite al dettaglio e inflazione sotto controllo.

Ancora, è da registrare nella giornata di venerdì la decisa correzione dei mercati delle materie prime, di cui beneficiano ampiamente titoli di vari comparti: guadagnano le industrie petrolchimiche (Mitsui Chemicals : +3,54%; Inpex: +2,70%) e le trading companies (Itochu: + 3,99%; Mitsubishi Corp.: +3,50%) come anche le aziende produttrici di acciaio (Kobe Steel: +3,74%; Sumitomo Metal Ind.: +3,70%; JFE Holdings: +2,83%).

Infine, benché largamente attesa, giunge venerdì la conferma del fatto che la Banca centrale lascerà invariato, per il momento, il tasso di riferimento: secondo quanto dichiarato dal Governatore Fukui, si attenderanno nuove conferme della solidità dell’economia prima di intervenire. A questo proposito, gli osservatori si attendono un primo ritocco nel corso del mese di agosto.

Toyota e Canon guidano, lunedì, l’avanzata dell’indice, che acquista nel corso della seduta quasi un punto percentuale (+0,99%). La chiusura, a 18.19,52 punti, corona i progressi del Nikkei e pone in evidenza il momento di mercato favorevole per i principali titoli del listino giapponese.

I fattori che ne hanno determinato lo sviluppo sono legati alle dinamiche macroeconomiche globali; ulteriori aumenti delle quotazioni saranno possibili a patto che l’attuale combinazione di tali fattori si conservi senza generare squilibri.

Il valore dello yen, depresso rispetto alle altre principali valute, sostiene l’export; il costo del denaro è più basso che in Europa o negli Stati Uniti; la crescita dei prezzi del petrolio e delle materie prime hanno favorito, per ora, diversi comparti industriali. Evidentemente, non si può avere garanzia del perdurare di tali condizioni.

Sarebbe quindi auspicabile, a questo punto, un consolidamento dei risultati, tale da irrobustire la fiducia degli investitori e consentire alle quotazioni di assorbire senza sbandamenti le attese misure di politica monetaria.

Marco Zinna