Borsa di Tokyo: yen debole, Nikkei oltre i 18.000 punti

5 Giugno 2007

TOKYO: Mettendo a segno un rialzo dello 0,45%, l’indice Nikkei 225 oltrepassa la soglia dei 18.000 punti e si avvicina al valore massimo (18.300,40) registrato quest’anno, in febbraio, e mai superato dopo il 2002. Il Topix tiene il passo, chiudendo a 1776,56 (+0,21% rispetto a ieri) una settimana nel complesso positiva, caratterizzata dalla persistente debolezza della moneta giapponese.

Alla chiusura degli scambi, il rapporto dollaro/yen vale 121,92 dopo avere rasentato, nei giorni scorsi, il precedente record annuale di 122,21, realizzato in gennaio.

I segnali positivi giunti dagli Stati Uniti — fra tutti, il dato sui consumi e quello sulla crescita dell’occupazione, diffuso venerdì — hanno rassicurato gli investitori e allontanato l’eventualità di una correzione dei tassi di interesse da parte della Fed.

Prosegue quindi, se pure con una certa volatilità, il trend di crescita iniziato a marzo e per il quale, a detta di molti analisti, non si scorgono indizi di inversione.

Il cambio euro/yen, dal canto suo, segna giornalmente i suoi massimi storici, con gli incrementi moderati ma costanti che hanno caratterizzato le quotazioni dell’ultimo mese.

Gli effetti sui listini non si sono fatti attendere. La chiusura di lunedì 28 maggio (Nikkei: +0,61%), è confermata il giorno successivo (+0,48%) grazie soprattutto alla performance delle aziende produttrici di acciaio (JFE Holding, Nippon Steel, Sumitomo Metal Ind.).

In evidenza Sanyo Electric, cresciuta in due giorni di oltre 13 punti percentuali a seguito della diffusione di trimestrali migliori delle attese, che riportano in positivo la previsione sui risultati di fine anno.

La stessa Sanyo Electric è fra i titoli peggiori (-4,70%) nella giornata di mercoledì, che vede una momentanea inversione di rotta per il Nikkei (-0,48%) e per il Topix (-0,24%), come per gli altri indici asiatici, sui quali pesa certamente il timore che l’aumento della "stamp tax" trascini al ribasso il mercato cinese.

Tokyo sconta inoltre un’inattesa contrazione della produzione industriale, che si riflette sul corso di titoli di vari settori: automobilistico (Toyota Motors: -1%), energetico (Nippon Oil: – 2,4%; Inpex Holdings: -1,9%), meccanico (Ebara: -6,70%) ed elettronico (oltre a Sanyo, Tokyo Electron: -2,05%; Kyocera: -1,7%).

Una nota a parte merita Chugai Pharma, consociata giapponese della Roche, che fra mercoledì e giovedì ha fatto segnare un ribasso record (-12%) e torna a perdere il 3,56% in apertura di settimana, dopo la decisione del governo giapponese di fissare un prezzo inferiore alle attese per uno dei suoi prodotti di punta.

Fin dall’apertura di giovedì, comunque, appare evidente che il movimento negativo è stato di breve durata. Sospinto dagli eccellenti risultati degli indici statunitensi, il Nikkei guadagna l’1,6%, e tranquillizza gli investitori, che nella giornata di venerdì portano l’indice oltre la soglia dei 18.000 punti, per poi chiudere la settimana a 17.958,88 (+0,47%).

Protagoniste della giornata, ancora una volta, le imprese orientate all’export e quelle a maggiore capitalizzazione: l’industria pesante e le grandi trading companies. Brillano così Sojitz (+3,59%), Itochu (+3,91%), Marubeni (+3,41%) e Mitsubishi Corp. (+3,88%) insieme a Sumitomo Metal Ind. e Mitsui Engineering & Shipbuilding.

Dopo un avvio promettente, con il Nikkei oltre quota 18.060, nel corso della seduta di lunedì si registra una correzione, imputabile soprattutto alla flessione della borsa cinese. Peraltro, la sostanziale tenuta del listino di Tokyo rappresenta un segnale importante della solidità delle quotazioni attuali, trainate dai titoli legati all’acciaio (Kobe Steel: +6,06%; Japan Steel Work: + 4,70%; Sumitomo Metal Ind.: +3,40%) fra i migliori per l’intera settimana.

Il dato trova oggi, al termine della seduta, sostanziale conferma nella buona performance del settore automobilistico. Isuzu Motors cresce del 6,61%; Denso, azienda di componentistica del gruppo Toyota, segna +2,28%. Un ruolo importante ha avuto anche il recente aumento del prezzo del greggio, di cui hanno beneficiato le imprese petrolchimiche, come la Nippon Oil Corp. che guadagna il 3,83%.

La borsa giapponese si apre dunque a prospettive interessanti, sostenute dalla debolezza dello yen sui mercati valutari. Il principale rischio resta legato alla possibilità di una brusca inversione dell’azionario cinese, che incide sulla fiducia degli investitori.

Gli analisti hanno salutato con soddisfazione il superamento della soglia psicologica dei 18.000 punti da parte del Nikkei e sperano, almeno per l’immediato, nel definitivo consolidamento dei livelli raggiunti.

Marco Zinna

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