Borsa indiana, un’altra settimana da brividi

8 Agosto 2007

MUMBAI: Settimana sulle montagne russe per la Borsa di Mumbai. Quando ancora non si erano spenti i clamori per il flop del 27 luglio (il quarto crollo più importante della storia dell’indice Sensex in termini relativi), ecco che la Borsa di Dalal Street riesce a fare addirittura di peggio, perdendo oltre 600 punti in un clima piuttosto teso.

L’orso non sembra infatti aver intenzione di lasciare Mumbai, e la sua pressione si è fatta sentire il 1° luglio con un calo di 615 punti, il terzo crollo più grave negli ultimi 21 anni. Il Sensex perde così altri 4 punti percentuali: non una giornata disastrosa come quella del 18 Maggio 2006, si affrettano a dire gli analisti (allora l’indice perse oltre 800 punti, ndR), tuttavia raramente si è visto di peggio a queste latitudini.

Certo, il cielo sopra Mumbai non è sempre stato così oscuro, e c’è da scommettere che queste nubi non potranno frenare ancora per molto la crescita della Borsa. Tuttavia due crepe come quelle comparse il 27 luglio e il 1° agosto non fanno troppo bene all’umore dei mercati, in vista anche di una debolezza generale che sta coinvolgendo tutte le borse asiatiche sulla spinta delle notizie negative provenienti da Wall Street in tema di mutui subprime.

Già di primissima mattina si era d’altronde compreso che le cose, nella giornata, sarebbero andate storte: dopo appena due ore di negoziazioni il Sensex era già sotto di 494 punti, il 3,18%, di poco sopra i 15.000 punti, soglia dalla quale pochi giorni fa si era sensibilmente allontanato. Al termine della disastrosa seduta tutti i trenta titoli del Sensex hanno chiuso in rosso. Il peggiore è stato comunque Associated Cement, che ha lasciato per strada il 5,65%; male anche Bharti Airtel (- 4,92%), Tata Motors (- 4,49%) e Reliance Communications (- 4,35%).

I commenti degli analisti al termine delle transazioni non sono comunque stati allarmanti: in un clima di debolezza di gran parte dei mercati asiatici e americani, un simile movimento è da preventivare; ed è normale, proseguono le principali osservazioni, che l’India abbia seguito tale trend.

Con le giornate di giovedì 2 e venerdì 3 agosto la paura sembrava finalmente lasciata alle spalle. Giovedì il Sensex recuperava 50 punti grazie al settore bancario e al real estate, che faceva rialzare la testa a Mumbai dopo i brutti giorni passati. Il Sensex non supera i 15.000 punti fino al giorno successivo, venerdì, quando un guadagno di 152,70 punti portava l’indice a quota 15.138,40.

Evidentemente però gli scossoni non erano ancora terminati: lunedì si rivela una giornata di grande paura. Il Sensex crolla nuovamente, lasciando presagire un terzo salto nel buio dopo i due recenti flop di fine luglio / inizio agosto. Poi invece la Borsa recupera parzialmente quanto perso nei primi cinque minuti (oltre 400 punti), limando le perdite e chiudendo sotto di 1,5 punti percetuali. Banche e titoli farmaceutici risollevano da una situazione difficoltosa Dalal Street, che pure non riesce a evitare che la maggioranza dei suoi titoli principali (venti su trenta) terminino con delle perdite, anche ingenti. È il caso di Hindalco INdustries (- 3,05%), Icici Bank (- 3,03%) e Maruti Udyog (- 2,95%).

Infine la giornata di ieri, con il Sensex che recupera altri 240 punti, superando per l’ennesima volta quota 15.000.

Roberto Rais