Cambiare il mondo: focus on Young Global Leaders forum in Cina.

7 Settembre 2007

DALIAN: Forse non tutti lo ricordano ma in questi giorni a Dalian, capoluogo della provincia del Liaoning regione a nordest della Repubblica Popolare Cinese, è in corso uno dei forum più importanti sulla scena del dialogo imprenditoriale e in fatto di concreta propositività per il business management su scala internazionale.

Non è un caso se quest’anno, per l’edizione 2007 del Young Global Leaders forum, una sezione speciale e con caratteri distintivi del World Economic Forum, sia stata scelta proprio Dalian come scenario a una delle tavole rotonde che avvicina il maggior numero di giovani imprenditori, professionisti, strateghi del business mondiale in un vero e proprio tavolo di discussione, con una lista concreta di obiettivi di costruttiivtà sociale ed economica per la comunità internazionale. Lista di traguardi d’alto profilo e profonda complessità da raggiungere entro il 2030, così come spiega il documento programmatico "The 2030 Initiative" che fa da vero e proprio manifesto del forum.

Dalian difatti rappresenta una delle realtà socio-economiche di punta della Cina in espansione. Città portuale con una ricca tradizione di scambio commerciale fra rotte sovietiche e giapponesi, Dalian incarna oggi lo spirito della Cina della "gaige kaifang" del nord (riforma e apertura), la Cina della mediazione culturale ed economica, la Cina che deve moderare accanto allo sviluppo economico, quello delle relazioni umane fra comunità cinesi e comunità di partners commerciali nelle numerosissime joint ventures sino-giapponesi e gli high tech park di ricerca e sviluppo scientifico in cooperazione con le università e i centri di ricerca di tutta l’Asia.

Una realtà perciò che potrebbe tranquillamente essere assunta come massima esemplificazione di molteplici progetti di sinergia economica e di business strategy avviati nell’ultimo ventennio in Cina sotto una consapevolezza tutta "nazionale". Dalian difatti non è Shanghai, né Hong Kong. Qui è’ la legge dell’"arricchirsi è lecito" di Deng Xiaping a muovere la costruttività delle relazioni bilaterali e di crescita rispettiva fra Cina e Giappone, o Cina e Russia, Cina e Mongolia. Un luogo di incontro importante perciò per l’economia in espansione dal sapore però tutto asiatico e scenario strategico per un forum che sembra davvero distinguersi, per profilo d’obiettivi e per formazione, da qualsiasi altro meeting di carattere operativo al mondo.

Basta guardare ai requisiti d’accesso per sedere al tavolo di discussione: essere un cittadino del mondo consapevole dell’importanza che l’interazione interculturale riveste ormai a livello globale in fatto di business, cooperazione, assistenza e sviluppo , avere massimo 40 anni con un’esperienza dirigenziale d’alto livello alle spalle e un curriculum vitae che esprima appieno il carattere distintivo della propria missione professionale.

La commissione di selezione, presideduta dalla regina Rania di Giordania, fra le fondatrici del forum, vanta nomi di spicco del panorama "mediatico" e specialistico internazionale. Per l’Italia nella commissione del 2007 ricordiamo l’intervento di Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore e Carlo Caracciolo dalla dirigenza del gruppo editoriale dell’Espresso.

Il forum iniziato martedì scorso terminerà domani e affronta come da 3 anni a questa parte importanti temi riguardanti la salute della popolazione mondiale con un board tecnico di esperti, studiosi e professionisti impegnati a condividere anni di ricerca nel settore, il clima, che partendo da un documento d’analisi annuale propone dei veri e propri progetti d’informazione sulla salute del pianeta e sullo sfruttamento di energie alternative secondo canali di sostegno e formazione; la cultura e l’educazione, con una commissione ad hoc interessata nei progetti di alafabetizzazione mondiale e di trasmissione di consapevolezza d’identità sociale multietnica; e la sicurezza internazionale accanto a mirati progetti di microfinanza diretti allo sviluppo di settori industriali considerati chiave nello sviluppo economico e sociale della comunità mondiale come telecomunicazioni, information technology, nuovi canali distribuzione, ricerca di sistemi produttivi avanzati e in conformità con il diritto internazionale.

Un evento di spicco questo del YGL che sembra ottenere di anno in anno maggior rilevanza e spessore d’operatività.

Nei 230 giovani leaders selezionati fra migliaia di candidature provenienti da tutto il mondo, per l’Italia siedono al forum due donne: Cecilia Bartoli, cantante d’opera e vincitrice nel 2000 del Grammy Award per la sezione Best Classical Vocal Performance, e che opererà al forum per la sezione Arte e Cultura, e Alessandra Galloni, dal direzionale del Southern Europe del Wall Street’s Journal, responsabile della sezione di stampa del WSJ per le news di copertura su Francia, Italia e Spagna.

Anche i cinesi sembrano essere particolarmente interessati alla possibilità di comunicare con le controparti provenienti da ogni altra parte del mondo. Ma se la posizione europea o comunque occidentale sembra essere molto quella del ponte verso "l’altro", con progetti di chiara e percepibile applicazione fuori dall’Europa, in un clima di scambio tecnico e professionale, lo spirito cinese sembra essere radicato alla filosofica del "build local" acquisendo come marcia in più un respiro globale in termini di capacità e gestione.

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Paolo Cacciato