Cambogia: addio al leader dei Khmer Rossi

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25 Luglio 2006

ANLONG VENG: Oltre 1000 persone si sono raccolte ieri presso la roccaforte dell’ex Khmer rosso ad Anlong Veng (300 km a nord di Phnom Penh), per seppellire il capo ribelle Ta Mok, la cui morte ha spinto molti a chiedersi se sarà mai fatta giustizia per le vittime del genocidio in Cambogia.

L’ex comandante militare, che ha guidato i Khmer Rossi negli ultimi giorni del regime, e che era in attesa di un processo per il suo ruolo nel genocidio, è morto venerdì all’età di 80anni a Phnom Pehn. Un tribunale (appoggiato dalle Nazioni Unite) costituito per processare gli ex leader dei Khmer Rossi, ha avviato le inchieste e la raccolta di prove questo mese e le prime udienze sono previste per il prossimo anno. Ma l’improvvisa morte di Ta Mok ha ricordato la necessità di una giustizia più rapida. Secondo gli analisti, infatti, gli ex leader del regime, ormai molto anziani, potrebbero morire senza fare in tempo a presentarsi al processo.

"Abbiamo perso un testimone chiave", dichiara Kek Galabru, del gruppo cambogiano dei diritti umani Licadho che prosegue, "se questo tribunale dovesse impiegarci troppo, i quadri del regime dei Khmer Rossi, uno dopo l’altro, potrebbero morire tutti, e i morti, si sa, non possono parlare".

"Ta Mok è sfuggito alla persecuzione legale, ma non credo che riuscirà a sfuggire al verdetto della storia", ha dichiarato Youk Chhang, direttore del centro di documentazione cambogiano, un gruppo di ricerca indipendente sui crimini dei Khmer Rossi. Secondo gli storici, Ta Mok era noto come il "macellaio", per aver eliminato quadri ed intere comunità accusate di slealtà.

Ciononostante, pochi ad Anlong Veng erano preparati a credere alle accuse contro un uomo che, secondo loro, non avrebbe fatto che del bene alle regioni povere e dimenticate della Cambogia.

Sebbene Ta Mok sia stato uno dei leader più sanguinari dei Khmer Rossi, molti nel villaggio di Anlong Veng continuano a ricordarlo come un "eroe, un benefattore, un uomo duro ma generoso", che ha reso possibili molti progetti di natura pubblica nella regione.

"E’ stata dura per me arrivare fin qui", dichiara Hong Him, 54 anni, ex guerrigliere che ha perso entrambe le gambe per una mina nel 1986 "ma dovevo porgere l’ultimo saluto a colui che mi ha dato una sedia a rotelle".

Unica nota piuttosto’ironica’ è la scelta del funerale buddhista per Ta Mok, dal momento che è noto che la religione era vietata dai Khmer Rossi, e durante il loro regime i corpi dei morti erano gettati senza cerimonia alcuna in sepolture di massa.

Oltre 2milioni di persone sono state giustiziate e sono morte di stenti, o per lavori forzati, tra il 1975 e il 1979, quando i Khmer Rossi costrinsero milioni nella campagna nel loro tentativo di creare un regime agrario.

Ylenia Rosati