Cambogia: ex-Re torna all’attacco mentre inizia processo a Kmer Rossi

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11 Luglio 2006

PHNOM PENH: La procura del tribunale contro i Khmer rossi ha lanciato ieri la sua inchiesta sui leader ancora vivi.

Il processo è iniziato mentre il Re Norodom Sihanouk ha criticato i loro sforzi nel processare "una manciata di individui ormai vecchi, malati e impenitenti" affermando che il denaro potrebbe essere speso molto meglio, combattendo la povertà del Paese.

Intanto, il procuratore Robert Petit, dal Canada, e il cambogiano Chea Leang hanno dato il via alla loro investigazione congiunta per determinare chi degli ex leader debba essere processato.

Norodom Sihanouk, che ha lasciato il trono nel 2004 ma detiene ancora una considerevole influenza nel Paese, ha dichiarato in un messaggio, pubblicato poi sul suo sito web, la sua opposizione al tribunale poiché non processerà tutti i responsabili delle atrocità dei Khmer Rossi.

L’ex monarca aveva sostenuto e condannato allo stesso tempo il tribunale dicendo che avrebbe testimoniato nel 2004, mentre un anno dopo ha definito gli sforzi del tribunale "una commedia ipocrita".

Reach Sambath, portavoce delle Camere Straordinarie della Corte della Cambogia, ha spiegato che il numero di coloro che possono subire il processo è limitato, tra i 5 e i 10, e che la legge consente di portare in tribunale solo i leader più anziani dei Khmer Rossi e i maggiori responsabili dei crimini commessi tra il 1975 e il 1979.

Il processo è previsto per metà 2007 ma- avverte Petit – potrebbero volerci mesi per presentare delle accuse.

Ylenia Rosati