Cambogia: processo al genocidio dei Khmer Rossi

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4 Luglio 2006

PHNOM PENH: La Cambogia è decisa a intraprendere un cammino "simbolico" verso l’atteso processo ai leader dei Khmer Rossi, 27 anni dopo la caduta del regime responsabile della morte di quasi 2 milioni di persone.

Diciassette giudici cambogiani e 10 giuristi stranieri hanno prestato giuramento nel corso di una cerimonia alla residenza reale avviando un iter che dovrebbe vedere l’inizio del processo ai sospetti entro il 2007.

"Tutto è ufficiale ora che si è stabilito formalmente il tribunale che giudicherà i Khmer Rossi", dichiara Youk Chhang, direttore del centro di documentazione della Cambogia, che ha messo per iscritto le prove delle atrocità commesse dal regime ultra-Maoista.

La cerimonia, presieduta dal ministro cambogiano del palazzo reale, Kong Sam Ol e dall’inviato delle Nazioni Unite, Nicolas Michel, darà il via a ciò che si prevede sarà un tribunale di tre anni. Dato che la Cambogia si è rivolta alle Nazioni Unite in cerca di aiuto per la prima volta nel 1997, il primo ministro Hun Sen, un tempo membro dei Khmer Rossi, si è mostrato restio a presentare fonti al processo.

Nel corso dei sei anni di negoziazioni, il governo cambogiano è stato accusato di aver cercato di ostacolare i procedimenti. Il leader dei Khmer Rossi, Pol Pot è morto nel 1998 mentre gli altri sopravvissuti sono ormai anziani, e molti temono che possano morire prima di poter affrontare il processo per uno dei genocidi più cruenti ed efferati del 20esimo secolo.

Il regime ha trasformato la Cambogia in una "fattoria collettiva", tra il 1975 e il 1979, nella sua corsa verso un sogno agrario, costringendo milioni di persone nella campagna. Fino a 2 milioni di loro sono morte di fame, per il troppo lavoro o vittime di esecuzioni durante il governo di quattro anni dei Khmer Rossi, che abolirono religione, diritti di proprietà, valute e scuole.

Il 10 luglio, una squadra di giudici internazionali e cambogiani inizierà le sue investigazioni sul genocidio, e deciderà chi dei leader superstiti dovrà affrontare il processo. L’inchiesta dovrebbe durare tre o sei mesi, e il processo dovrebbe iniziare a metà del 2007.

Finora solo due ex leader del regime, Ta Mok e Kaing Khek lev, sono stati messi in prigione per accuse di genocidio. Gli altri, incluso l’alto deputato di Pol Pot, Nuon Chea, l’ex capo di Stato Khieu Samphan e l’ex ministro degli Esteri Leng Sary, circolano ancora liberi in Cambogia. Tutti sono molto anziani e non godono di buona salute.

Ylenia Rosati

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