Carlo Leopaldi da Trieste a Huai’an

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Corriere Asia: breve descrizione del percorso professionale che ti ha portato in Asia

Carlo Leopaldi: Ho lavorato per oltre 30 anni in una societa’ di navigazione marittima, il “Lloyd Triestino”, che necessariamnte aveva un’organizzazione globale, particolarmente importante in Asia.
La mia curiosita’ giovanile ed un certo spirito d’avventura, peraltro mai superati, mi hanno indotto a rendermi disponibile per posizioni estere ed ho cosi’ avuto l’opportunita’ di lavorare negli anni ottanta in India, a Mumbay, da dove mi sono occupato di tutto il Sub Continent e del Medio Oriente.
A meta’ degli anni novanta sono stato nuovamente trasferito in Asia, prima a Singapore e poi ad Hong Kong.
Nel 2005, lasciato il Lloyd Triestino, mi sono trasferito a Shanghai, ove oggi mi occupo di consulenza strategica per l’Industria.
Non so se e quando tornero’ in Italia, ma se accadra’, molto probabilmente sara’ per godermi il mio Paese da pensionato.

CA: quali sono le tue previsioni per il futuro in questa regione?

CL: Il baricentro dell’economia mondiale si sta spostando sempre piu’ in Asia, avendo il suo fulcro in Cina. Questo trend credo che continuera’ nel medio e lungo periodo, portando la Cina a giocare un ruolo sempre piu’ globale e di “grande potenza”, assumendo una posizione alternativa a quella degli USA.
Crescera’ l’interazione della Cina con il resto del mondo e cio’ avra’ una positiva ricaduta sugli altri paesi asiatici, favorendoli nel loro processo di sviluppo, soprattutto economico, ma anche sociale e culturale.
Il ruolo dell’Unione Europea in Asia ed in Cina dipendera’ dalla sua capacita’ di far progredire il progetto “federale”, una sua positiva evoluzione potrebbe farle assumere il ruolo di terzo polo mondiale, capace di interfacciarsi “alla pari” con Cina ed USA. Contrariamente il ruolo della EU sara’ solo di rincalzo.

CA: quali consideri essere le principali criticità nel fare business in Asia?

CL: Il principale problema e’ dato dalla differenza culturale, riscontrabile in tutta l’Asia, ma piu’ forte in Cina.
Conseguenza diretta di questa situazione e’ che spesso abbiamo un’ errata percezione di cio’ che accade intorno a noi.
E’ questo un problema mai totalmente superabile, per lenire il quale e’ necessario averne sempre consapevolezza.
Da questo problema generale, scaturriscono tutti gli altri, quali:
-una diffusa situazione di impari opportunita’, dove gli operatori stranieri sono penalizzati e non si tratta solo di regolamenti discriminatori e arbitrarie loro interpretazioni, e’ un fatto profondamente culturale che muove il “sistema paese” privilegiando i cinesi ;
-una struttura dei costi che e’ sempre piu’ pesante per l’operatore straniero;
-uno Stato di Diritto concettualmente diverso dall’occidentale ed un quadro normativo ancora carente, seppur in continuo miglioramento;
-un ambiente fortemente compromesso dall’inquinamento.

La dimensione del mercato asiatico e cinese e’ spesso ritenuta un fattore di vantaggio, ma per la PMI italiana cio’ spesso si traduce in criticita’, richiedendo sforzi finanziari ed organizzativi difficile da affrontare singolarmente.

CA: come potresti descrivere la vostra strategia di business?

CL: abbiamo accettato le criticita’ tipiche del Paese, quali quelli sopra accennate e cerchiamo di gestirle al meglio.
Per esempio consapevoli che non possiamo competere con il concorrente cinese sul lato costi, cerchiamo di guadagnare competitivita’ sul fattore qualitativo.
I problemi dati dalla dimensione del mercato cerchiamo di risolverli tramite alleanze e partnership tecniche e commerciali, piuttosto che tramite investimenti diretti non alla nostra portata.
Abbiamo  cercato di intercettare la domanda degli operatori italiani ed europei, piu’ facilmente da noi interpretabile ed alla quale  la nostra offerta risulta essere piu’ aderente, rispetto ad un prodotto locale.
Non abbiamo comunque trascurato la domanda “cinese”, che pero’ abbiamo sviluppato avvalendoci dell’intermediazione di un partner cinese, che ci ha guidato anche nell’adattamento del “prodotto” (nel nostro caso servizi) da offrire.
la nostra esperienza piu’ importante e che compendia le accennate strategie, e’ data da un accordo siglato dalla nostra societa’, la Link Shanghai Co. Ltd. (LSC), con la Municipalita’ di Huai’an, una citta’ di terzo livello nella provincia del Jiangsu, per affiancare e guidare quell’Amministrazione a sviluppare ed internazionalizzare un loro progetto che vuole attrarre  insediamenti produttivi in un’area industriale dedicata ad investimenti internazionali, ovvero lo  “international industrial Park” (“iiP”) di Huai’an. L’accordo in questione e’ stato favorito dalla Ubes, societa’ privata cinese con la quale abbiamo un accordo di partenariato e dalla Huayi,  SOC cinese che  collabora (JV) con la Ubes. Il coinvolgimento della LSC nel “iiP” dovrebbe inoltre permetterci  un’adeguata offerta di servizi (progettazione industriale) a favore dell’investotore straniero.

CA: Qual è la migliore opportunità che il Paese offre agli stranieri in questo momento?

CL: La Cina e’ oggi interessante soprattutto come mercato, sempre meno, direi non piu’, come paese ove delocalizzare per produrre piu’ economicamente.
La dimensione del mercato, l’evoluzione della domanda e la progressiva apertura del Paese (apertura intesa in senso lato), fanno della Cina un  mercato dal quale non si puo’ prescindere e che va affrontato con prodotti dedicati e spesso (non sempre) da produrre in loco.

CA: Qual è stato il miglior consiglio che potresti dare a chi è interessato a trasferirsi in Asia?

CL: Non sentirsi MAI sicuro di aver capito il Paese e soprattutto di porre molta piu’ attenzione ad imparare, piuttosto che ad insegnare. Come detto questo e’ un paese “diverso”, ma con una storia ed una cultura ancor piu’ antica della nostra, ancorcche’ l’Italia possa essere considerata l’unico paese al mondo culturalmente e storicamente comparabile con la Cina.
Tutto cio’ che ho detto, puo’ essere risolto in una sola parola: modestia.

CA: Quale parte del tuo lavoro ti piace di più/meno?

CL: Considero un privilegio aver lavorato a Shanghai negli ultimi dieci anni della mia vita, perche’ sono stato testimone di uno degli sforzi evolutivi incruenti piu’ incredibili della storia e l’avevrvi partecipato, seppur modestamente, e’ stato esaltante.
L’aspetto meno piacevole e forse pesante (e lo e’ sempre piu’) e’ dato dal fatto che lavoro in una citta’ ed un paese il cui ambiente e’ a rischio.
L’inquinamento dell’aria e’ il piu’ evidente ed e’ quello che genera i fastidi piu’ immediatamente tangibili, ma e’ il minore.
L’inquinamento delle acque e’ molto piu’ serio e difficile da recuperare ed anche piu’ subdolo, rispetto all’aria.
Il peggio pero’ e’ dato dal terreno, perche’ il piu’ difficile da risolvere e sul quale c’e’ minore consapevolezza.

CA: Cosa ti stimola e ti da nuove motivazioni?

CL: Da tutto quanto sin’ora detto mi sembra possa discendere la risposta a questa domanda: la Cina e’ un paese pieno di opportunita’, ma e’ anche un paese molto difficile, soprattutto per noi stranieri. E’ una grande sfida, che diventa lo stimolo a volercela fare. Il  raggiungere un micro successo e’ gia’ una grande vittoria, che rinnova le motivazioni.
Aggingerei che Shanghai, inquinamenti a parte, e’ una piacevolissima citta’ da vivere, uno stimolo alla vita lei stessa.

CA: Che libro stai leggendo in questo momento?

CL: Mi piace la Storia, credo che per capir chi siamo e con chi siamo, sia necessario sapere ed indagare sulle origini.
Leggo quindi piuttosto spesso libri si storia, ma non solo. Da qualche anno a questa parte leggo piu’ libri in contemporanea. Un volta non ne ero capace, ma non ho una speigazione al riguardo.
Attualmente sto leggendo “Storia di Roma nel Medioevo” di Ludovico gatto, “Storia della Russia” di Roger Burtlett e “L’infinito viaggiare” di Claudio Magris.

CA: Com’è il tuo fine settimana tipo? Cosa fai nel tempo libero?

CL: Alterno attivita’ sportive a tranquille letture e relazioni sociali.
Le attivita’ sportive che gradirei all’aperto, sono oggi relegate in palestra, a causa dell’inquinamento.
Delle letture ho detto. Aggiungo che la lettura e’ parte importante della mia vita domestica , che recentemente privilegio.
Le relazioni sociali sono una delle “bellezze” di Shanghai, che oggi e’ una delle citta’ piu’ internazionali e vivaci in Asia e forse nel mondo. Sicuramente la piu’ dinamica della Cina.  Indicando “relazioni sociali” intendo possibilita’ di incontri e frequentazioni, ma anche di parteciapzione ad eventi culturali e di intrattenimento. Impossibile rinunciare alla vita sociale di Shanghai, ma in questi ultimi anni tendo ad esserne meno coinvolto, sono diventato piu’ selettivo.  Piu’ qualita’ e meno quantita’, e’ cio che ho scelto, esattamente come  ha scelto la Cina. Ma che sia veramente una mia scelta…???

Redazione

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