Caso Iran: nuovi tentativi sino-russi

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27 Aprile 2006

Pechino: Un giorno prima della delibera del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sulle ambizioni nucleari iraniane, Cina e Russia incrementano i loro sforzi per una soluzione diplomatica del caso.

Il Consiglio di Sicurezza attende le dichiarazioni di Mohamed ElBaradei, capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), che sicuramente confermeranno che Teheran non ha bloccato il processo di arricchimento dell’uranio come più volte richiesto dalla Comunità Internazionale.

‘Una soluzione diplomatica suggerisce differenti opzioni. Noi discuteremo la questione (iraniana, ndr) con i nostri patner europei, con gli Stati Uniti e la Comunità Internazionale’, ha dichiarato il Presidente Russo Vladimir Putin.

‘Noi ci opponiamo alla proliferazione di armi di distruzione di massa. Ma riteniamo che l’Iran debba avere l’opportunità di sviluppare progetti nucleari energetici pacifici’, ha detto il Cancelliere Tedesco Angela Merkel durante una sua visita in Siberia.

A differenza di alcuni suoi ministri, il Presidente Putin non ha mai escluso la possibilità di sanzioni qualora fossero stati provati i sospetti occidentali che ritengono che l’Iran si stia dotando di tecnologia atta alla fabbricazione di armi di distruzione di massa.

L’Iran insiste che il suo programma nucleare persegua fini pacifici, ma il Presidente Mahmud Ahmadineyad ha più volte affermato che il paese continuerà il suo programma di arricchimento dell’uranio, che può essere utilizzato sia per produrre bombe che per alimentare delle centrali.

La Cina non ha dato segni, manifestando solo la volontà di essere allineata sulle posizioni occidentali, che prevedono sanzioni contro Teheran, anche se gli analisti sostengono che sarebbe difficile bloccare il programma iraniano in questo modo.

‘La soluzione diplomatica è nell’interesse di tutte le parti’, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Cinese Qin Gang. ‘La Cina incoraggia tutte le parti per evitare misure che potrebbero aggravare la situazione’.

Gli Stati Uniti, dietro Gran Bretagna e Francia, sono favorevoli a sanzioni se l’Iran non fermerà celermente il programma. Cina e Russia, gli altri due membri del Consiglio di Sicurezza con potere di veto, si sono opposti fino ad ora ad ogni embargo.

Pertanto i paesi occidentali non decreteranno sanzioni la prossima settimana, ma potrebbero proporre una risoluzione che porti in sede di Consiglio ad avviare le varie procedure che il caso richiede.

Se l’Iran non si conformerà alle richieste entro un tempo ragionevole, gli Stati uniti e i suoi alleati potrebbero introdurre nella risoluzione prevista misure punitive, ha riferito una fonte diplomatica.

Marianna Sacchini

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