Censura dei blog colpisce anche l’India

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19 Luglio 2006

NUOVA DELI: Mentre la capitale finanziaria indiana, Mumbai, osservava ieri un momento di silenzio per commemorare gli attentati di 7 giorni fa, uno strano silenzio ha avvolto anche la blogosfera indiana.

Per ragioni ancora non rivelate dalle autorità, il Governo ha costretto i provider locali a bloccare l’accesso a diversi siti web che ospitano blog, incluso il famoso blogospot.com. La mossa ha scatenato rabbia e confusione tra i blogger indiani, che accusano il Governo di censura e pretendono ora delle risposte per il blocco dei loro siti web.

Nilanjiana Roy, uno scrittore di Nuova Deli che gestisce il kitabkhatana.blogospot.com, un blog letterario, ha definito l’atto un "pericoloso precedente".

"Avrei capito se si fosse trattato di Cina, Iran o Arabia Saudita, ma non riesco a credere che sia proprio il mio Paese ad averlo fatto", dice Nilanjiana.

Tuttavia, il divieto non sembra aver l’effetto voluto. Non tutti i provider indiani hanno infatti risposto all’ordine e molti affezionati dei blog hanno scoperto il modo di continuare a consultare i loro siti preferiti. C’è addirittura un sito web che offre una specie di "scappatoia" alla censura.

"Il tuo blog è stato bloccato in India, Pakistan, Iran o Cina?", recita il sito che poi prosegue con le istruzioni per sfuggire alle . Quel sito suggerito dagli sforzi dell’Authority telecomunicazioni del Pakistan per bloccare blogospot.com a febbraio, per impedire la proliferazione dei fumetti danesi che si prendevano gioco del profeta Maometto. Di funzionari presso il ministero delle comunicazioni, Gulshan Rai, ha riferito di essere al corrente delle pagine bloccate per aver diffuso quelli che lui ha definito "sentimenti anti-nazionalisti". Come i blog dovunque, anche quelli indiani servono come forum per commentare le passioni nazionali: libri, film, politica, cricket. Ma ci sono anche blog che lottano per essere degli strumenti di servizio pubblico, incluso quello che a poche ore dagli attentati di Mumbai ha cominciato a fare una lista dei numeri telefonici degli ospedali dove le vittime erano state portare (mumbaihelp.blogpot.com) lo stesso sito che ora è bloccato. Gli attacchi dello scorso martedi’ di Mumbai hanno causato la morte di 182 persone e ferite oltre 700. Mumbai ieri ha osservato un breve silenzio in memoria delle vittime. Finora è impossibile sapere quanti blog siano stati colpiti. Nonostante la possibile spiegazione che certi blog potrebbero essere usati dai terroristi per coordinare le operazioni, per molti continua "non avere senso". "Tutti coloro che hanno un dominio potrebbero fare la stessa cosa da un sito web normae", dice Pter Griffin.

Ylenia Rosati

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