Centro Veneto di Studi Orientali, la nuova scommessa per i servizi di formazione e mediazione culturale in Asia orientale

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PADOVA: Nasce a Padova nel cuore del Veneto un nuovo incubatore destinato a convogliare risorse specializzate in servizi di formazione e mediazione culturale sui panorami socio commerciali dell’Asia orientale. Il progetto denominato Centro Veneto di Studi Orientali nasce su proposta di Confservizi Veneto, associazione di servizi per l’Impresa della regione e da una scommessa accettata dall’Associazione Asian Studies Group, centro multidisciplinare da diversi anni attiva in Italia dalle sedi di Milano e Roma, in programmi di formazione linguistica e consulenza applicati alle dinamiche di internazionalizzazione professionale e imprenditoriale su Cina, Giappone e Corea. Corriere Asia in anteprima incontra il Dott. Nicola Mazzonetto, direttore di Confservizi Veneto per chiedergli cosa lo ha spinto a organizzare questo nuovo progetto, di primissima novità per il territorio e sotto certi aspetti di avanguardia propositiva per quanto concerne servizi di formazione condotti con un’alta attenzione al panorama culturale di riferimento, senza però dimenticarne le finalità pratiche di valorizzazione e scambio professionale. Corriere Asia: Da quale presupposto nasce il Centro Veneto di Studi Orientali e perché a Padova? Nicola Mazzonetto: Confservizi Veneto, che rappresenta tutte le imprese pubbliche di servizi (acqua, rifiuti, trasporti, gas, energia, Asl, Ater, etc ) svolge un ruolo di forte sensibilizzazione verso l’innovazione ed il miglioramento della qualità nelle aziende. A queste evoluzioni si passa inevitabilmente attraverso la crescita culturale. Da qui l’impegno di cercare livelli di formazione medio-alti e scambi interculturali. Varie missioni commerciali nell’area Asiatica ci ha fatto comprendere quanto siano forti questi mercati, ma anche quanto la cultura del rigore, della precisione e dell’investimento nella ricerca possano essere utili ai nostri giovani ed all’imprenditoria. Partiamo da Padova perchè, qui c’è la nostra sede regionale, in una città ad alta vocazione universitaria, poco distante da quella Venezia ben nota alla storia per la sua millenaria vocazione commerciale verso Oriente. CA: Come mai la vostra Associazione ha chiesto ad Asian Studies Group di strutturare questo filone progettuale? N.M.: Con Asian Studies Group si può dire che c’è stato un amore a prima vista. Un gruppo di giovani determinato, con le idee chiare, soprattutto con forti ambizioni da raggiungere in modo graduale. Correndo, ma ben consapevoli che bisogna fare un passo dopo l’altro e non più lungo della propria gamba. Molti studenti che gravitano attorno all’Università di lingue di Venezia si rivolgono già ad ASG da tempo soprattutto per i programmi di specializzazione post laurea, perchè non alleggerire i costi delle trasferte a Milano e creare un polo intermedio a Padova che sappia catturare non solo il Veneto, ma tutta l’area del Nord-Est? Perchè inventare una nuova organizzazione quando esiste una che, se pur giovane, ha i presupposti per crescere e fornire servizi cultrurali, linguistici e di supporto alle imprese di altissima qualità? Io non sono uno che a tutti i costi vuole avere il primato sulle azioni che faccio, ma cerco il meglio sulla piazza e con un buon rapporto commerciale si può solo che crescere senza dover partire da zero. CA: Pensate di offrire solo servizi ai privati o di coinvolgere un piano più ampio? N.M.: Io penso ad uno sviluppo graduale dei servizi da erogare. Certamente il primo approccio sarà con i giovani e possibilmente con gli universitari che aggiungendo la o le lingue asiatiche (nello specifico, per il momento, coreano, giapponese o cinese) possono ampliare la loro prospettiva futura nel campo lavorativo. Non potremo tralasciare un’apposita azione nei confronti della Pubblica Amministrazione sempre più alle prese con persone provenienti da vari Paesi che non ne conoscono non solo la lingua, ma neppure le basi cutlurali. Quindi sarà importante creare degli eventi specifici che coinvolgano i cittadini, ma anche chi li amministra e chi è preposto a gestire la macchina burocratica. Diventerà inevitabile l’allargamento al tessuto produttivo e commerciale. Nel Veneto ci sono state recentissime acquisizioni da parte di importanti società Giapponesi, Cinesi e Coreane. Credo sia strategico, per chi vuole approcciare il mercato asiatico, conoscere non solo le basi della lingua, ma anche usi e costumi. Quindi un approccio a 360° fino all’accompagnamento ed all’assistenza tecnica-commerciale-contrattuale e legale. Non va sottovalutato l’interscambio culturale che può alimentare non solo il mercato della produzione di beni e servizi, ma anche quello importantissimo del turismo. CA: A suo avviso le imprese del territorio potrebbero apprezzare la modalità con cui Asian Studies Group approccia i mercati orientali? N.M: Se abbiamo privilegiato la partenrship con Asian Studies Group il motivo sta proprio nella metodologia applicata. Non solo studio della lingua, ma anche della cultura, degli usi e costumi. A diversità dell’inglese, lingua commerciale classica, che la puoi studiare a prescidere dalla conoscenza della cultrura inglese o statutinuitense, e la puoi apprendere anche andando a Malta o in Australia (cambierà la flessione e la pronuncia), il mondo Asiatico ha invece nella lingua culture antichissime molto localizzate. Ecco quindi che allo studio della lingua coreana, giapponese e cinese bisogna affiancare anche una conoscenza di base della cultura di quest’area geografica vastissima. L’approccio a questi mercati, dove il Pil viaggia a doppie cifre percentuali, va fatto con molta razionalità, conoscendo bene il mercato e come approcciarlo. Un buon approccio permette di aprire le porte ad una realtà che può dare molte soddisfazioni, ma anche molte delusioni. Proprio su questo aspetto bisogna lavorare, il giusto approccio e la persistenza dei rapporti con una presenza quasi costante nell’aerea. E la distanza non aiuta. Da qui il supporto che possiamo dare alle imprese, ma anche ai giovani che con coraggio e determinazione stanno sempre più avvicinandosi a quest’area geografica che non è solo manga e sushi. CA: Quali collaborazioni pensate di far nascere con Atenei e Amministrazioni locali? N.M: Il nostro livello formativo sarà quello più alto possibile, quindi quello universitario che appunto permette di coniugare la conoscenza della lingua con quella culturale. Nel Veneto ci sono delle eccellenti e storiche università riconosciute in tutto il mondo. Sono in crescita i giovani asiatici che frequentano le nostre università, ma altrettanto sta accadendo nei giovani italiani che vanno a studiare le lingue direttamente in Corea, Giappone o Cina. Quindi se creeremo dei ponti tra università potremo dare un maggior servizio sia agli Italiani che vanno in Asia che ai giovani asiatici che vengono in Italia. Sarà questo il modo migliore per ridurre le distanze tar due continenti solo geograficamente distanti. Ma ormai internet ha già abbattuto moltissime barriere, gli scambi sono più facilitati e veloci. Se ne sono accorte anche le compagnie aeree che negli ultimi anni hanno intensificato i collegamenti tra l’Italia (Venezia e Milano in particolare) e le capitali asiatiche. Lombardia e Veneto potevano solo mettersi insieme per creare un ponte verso l’Asia. E sono certo che lo faremo con maggior profitto coinvolgendo nella nostra collaborazione le pubbliche istituzioni ed anche le camere di commercio. Manuele Calamari Centro Veneto Studi Orientali a Padova www.asianstudiesgroup.net/it/italiano/aggiornamenti-novità-progetti-primo-piano-e-contatti-asg-padova

Manuele Calamari

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