Cina Chongqing è la metropoli più grande del mondo

a cura di: Lorenzo Riccardi

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La metropoli Chongqing è definita la “Chicago cinese” per la sua posizione strategica di collegamento tra la costa est, simbolo del boom economico e le piu’ arretrate regioni dell’Ovest.
Definita dall’Economist come il simbolo delle città emergenti della Cina, Chongqing è il fulcro delle politica “Go West” che Pechino sta da anni attuando per lo sviluppo della Cina Occidentale. A seguito della crescita senza sosta della regione costiera, con città come Shanghai, Pechino, e Guangzhou, il governo punta ora a sviluppare l’alto potenziale che riserva la Cina dell’Ovest, ancora troppo arretrata rispetto ai tassi di crescita del paese e alle metropoli simbolo della costa orientale. Lo sviluppo di Chongqing ha origini più antiche. Favorita, infatti, dalla collocazione geografica tra i due fiumi, Yangtze e Jialing, è da sempre porto fluviale tra l’Est e l’Ovest del paese. Negli anni ‘60 la città assume un ruolo strategico grazie a Mao, che decide di erigere una “terza linea” industriale del paese nel Sud Ovest durante le tensioni tra Unione Sovietica e Vietnam. Dalla fine degli anni 80 divenne il primo porto commerciale dell’entroterra aperto ai traffici con stranieri. Nel 1997 diviene municipalità con l’intento di favorire lo sviluppo economico delle regioni occidentali della repubblica e offrire una nuova sistemazione ai cinesi allontanati dalle regioni interessate dalla costruzione della diga delle tre gole.
Ad oggi è l’area metropolitana più grande del mondo e conta 32.355.000 abitanti di cui 3,4 milioni residenti nell’area urbana della municipalità. Un numeno impressionante, che sembra sembra essere constantemente in aumento, a causa del rapido processo di urbanizzazione, diffuso e travolgente in ogni provincia. Si contano, infatti, circa cinquecentomila contadini all’anno che abbandonando le campagne si recano verso la città.

Tra il 2010 e il 2011, la città è stata protagonista di un’importante svolta economica, il Consiglio di Stato ha infatti approvato un piano economico per lo sviluppo del nuovo distretto del Liangjian. L’obiettivo delle politiche governative e’ la creazione di un nuovo centro economico dopo il successo dei distretti di Pudong a Shanghai e Binhai a Tianjin.
La nuova zona, localizzata in una delle aree occidentali meno evolute, e’ considerata il nuovo motore economico del paese per la crescita futura. Il distretto si estende su un’area di 1.200 metri quadrati, e presenta agevolazioni agli investotori analoghe ai distretti speciali che hanno spinto la crescita del Paese nella corsa dell’ultimo decennio. L’obiettivo del Lingjian Economic Zone è quello di creare un nuova base manifatturiera, utile ad attrarre gli investimenti nella regione, con un hub logistico attraverso il fiume Yangtze e un centro finanziario della Cina dell’Ovest. Ulteriore conferma del ruolo chiave della megalopoli arriva negli ultimi giorni con la notizia che il Consiglio di Stato ha approvato un piano di sviluppo di una nuova zona economica che si svilupperà tra Chengdu e Chongqing. Sicura del ruolo economico che l’Ovest sta acquisendo sempre più velocemente, Pechino ha pianificato di investire nuovamente su Chongqing ma questa volta ampliando il raggio di azione a 31 distretti e contee della stessa municipalità e a 13 città nella provincia dello Sichuan. L’area copre una superfice di 200.000 kilometri quadrati, puntando a farlo diventare entro il 2015 il quarto polo che spinge la crescita economica della Cina dopo la Bohai Bay, lo Yangtze River e la regione del Pearl River Delta. Tutto questo fervore economico e politico ha riversato sulla città investimenti per circa 400 miliardi di dollari molti dei quali per migliorare le infrastrutture. Infatti, grazie all’ampliamento del network di strade e ferrovie che collegano Chongqing si è avuta una riduzione dei costi logistici. In questo modo e’ possibile avere una migliore fornitura dalla Diga delle tre gole – la più grande diga al mondo – oltre a raggiungere più velocemente il porto della città. Il rapido sviluppo infrastrutturale e le politiche d’incentivazione promosse da Pechino hanno portato numerosi investitori esteri, player mondiali del settore automobilistico, finanziario e della distribuzione come Ford, Mazda, HSBC, Standard Chartered Bank, Wall-Mart e Carrefur. Grazie a questi capitali la città è riuscita a diventare il terzo polo della Cina per la produzione di automobili e il più grande sito per la produzione di motociclette. È inoltre tra i principali centri per la produzione di ferro ed acciaio, uno dei tre grandi produttori di alluminio, pur mantenendo una consolidata posizione nell’agroalimentare, nella siderurgia, nella meccanica e nalla chimica di base. Chongqing e’ molto attenta a promuovere le relazioni con le istituzioni straniere, per cui la scuola superiore Sant’Anna ha un programma attivo nella citta’ e Chongqing è stata piu’ volte protagonista delle missioni ufficiali organizzate dal Governo Italiano, Confindustria, Abi ed Ice per promuovere la presenza del made in Italy in Cina. Una serie di convegni e seminari sulla green econonomy si sono tenuti nella città organizzati dai due governi ai quali hanno parteciparo circa 230 imprese e 18 associazioni industriali. Chongqing, megalopoli costruita a velocita’ record, e’ un altro simbolo della crescita del Paese, utile a promuovere uno sviluppo omogeneo nella corsa inarrestabile della Cina verso il ruolo leader dell’economia globale.

Lorenzo Riccardi

Lorenzo Riccardi

Insegna fiscalità asiatica presso Shanghai Jiao Tong ed è Adjunct Associate Professor alla Xian Jiao Tong Liverpool University. Si è specializzato in fiscalità internazionale all'IBFD di Kuala Lumpur e nel 2016 ha conseguito una borsa di studio per un progetto di dottorato di ricerca sulle economie del Far East presso Shanghai University. E’ segretario dell’Associazione degli Accademici italiani in Cina ed e’ stato ammesso come International Associate dell’American CPA Association, membro di Australia CPA, dell'Ordine dei Dottori Commercialisti, del Registro dei Revisori in Italia e International Affiliate dell’Hong Kong Institute of CPAs. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ha ricoperto ruoli nella governance di istituzioni e gruppi societari, tra cui Giorgio Armani, Trussardi e Pomellato. E' socio dello Studio di consulenza RsA (www.rsa-tax.com), specializzato in Asia e paesi emergenti e ha ricoperto ruolo di Board Director della Camera di Commercio Italia-Vietnam, della Camera Italiana in Cina e di Chief Representative di Unimpresa a Shanghai. Ha pubblicato per Il Sole 24Ore Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam, per Maggioli Editore cura le guide dei paesi dell’Asia Orientale e per Wolters Kluver è il responsabile della banca dati Asia. E’ membro del comitato scientifico di Corriere Asia e Fiscalità Estera. Per l’editore Springer cura una collana di testi su temi in ambito contabile e fiscale legati alla Cina e i suoi testi sono stati pubblicati in lingua italiana, cinese, portoghese ed inglese. Contatti: Website / LinkedIn

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