Cina accusa Dalai Lama di collaborare con la CIA

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27 Luglio 2006

PECHINO: Un editoriale pubblicato sull’edizione online dell’agenzia ufficiale Nuova Cina ha accusato il Dalai Lama di collaborare con l’Agenzia Centrale d’Intelligence americana, bocciando la posizione del leader tibetano e gettando un’ombra sui colloqui riparatori in corso.

Il Dalai Lama, (fuggito in India nel 1959), ha proposto la politica della "via di mezzo", ovvero cercando "l’autonomia e non l’indipendenza per il Tibet".

Ma l’edizione online del quotidiano China Daily, il portavoce del Governo, ha rifiutato l’approccio del Dalai Lama.

"Il Dalai Lama ha collaborato con l’esercito indiano e la CIA per organizzare le ‘truppe speciali di confine tibetane’, per riconquistare con le armi il Tibet," sostiene l’editoriale non firmato.

La CIA avrebbe addestrato fino a 400 tibetani esiliati presso le basi militari americane del Colorado, Okinawa e Guam, (dopo l’esilio del Dalai Lama) come parte di una ‘guerriglia’ appoggiata dagli Usa contro la Cina, secondo un’inchiesta condotta dal quotidiano Chicago Tribune nel 1997.

Il coinvolgimento americano sarebbe terminato nel 1968 – sostiene il quotidiano – prima della distensione tra i due Giganti.

L’editoriale ha inoltre accusato il Dalai Lama, premio Nobel per la pace, di aver costruito un esercito di ribelli nel Nepal e aver costituito uffici e organizzazioni all’estero per fomentare il separatismo.

"Quello che propone è una truffa, poiché non c’è differenza tra quella che lui definisce ‘autonomia di alto livello’ e l’indipendenza tibetana’", sottolinea l’editoriale.

"E’ un peccato che il People Daily abbia messo in dubbio la sincerità di Sua Santità il Dalai Lama nel proporre l’approccio della "via di mezzo" per risolvere la questione controversa del Tibet", ha riferito il portavoce del governo tibetano, Thubten Samphel, che ha aggiunto "il suo è il modo migliore per proteggere gli interessi della Cina e l’identità culturale del popolo tibetano".

La diatriba in corso complica ulteriormente i colloqui tra Pechino e gli inviati del Dalai Lama, ripresi nel 2002.

Facendo luce sui colloqui segreti in corso, un funzionario del governo cinese ha riferito che in maggio gli inviati del Dalai Lama hanno sollevato la questione del "Grande Tibet" che la Cina rifiuta categoricamente. Gran parte delle province occidentali della Cina, quali Gansu, Qinghai, Sichuan e Yunnan, sono infatti abitate da popolazioni tibetane e sono state più volte reclamate dagli esiliati tibetani come parte del Grande Tibet.

"E’ chiaro che l’obiettivo del Dalai Lama è l’indipendenza", afferma l’editoriale che prosegue "se il Dalai Lama fosse sincero nel suo voler migliorare i rapporti con il governo centrale, dovrebbe prima di tutto avere una comprensione oggettiva della realtà politica in Tibet."

Ylenia Rosati

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