Cina accusa stranieri di rubare la sua eredità culturale

13 Marzo 2006

PECHINO: Gli stranieri stanno rubando l’eredità culturale della Cina, copiando costumi tradizionali e manufatti tipici delle regioni dove vivono le minoranze etniche cinesi, riferisce oggi un quotidiano ufficiale. "Gli stranieri hanno portato via così tante cose che, secondo alcuni, alla fine saremo costretti ad andare nei loro paesi per poter studiare la cultura cinese tradizionale", afferma il quotidiano ufficiale China Daily, citando il vice ministro della Cultura Zhou Heping. Zhou ha sottolineato, soprattutto, la situazione della minoranza Miao che vive nella provincia sud-occidentale del Guizhou, dove negli ultimi anni si è riscontrato un sempre maggiore afflusso di stranieri in cerca di capi di abbigliamento e gioielli tradizionali. Il giornale in questione non ha fatto il nome di nessun paese in particolare, ma ha citato un altro quotidiano locale che si riferiva ad un museo privato della Francia, il quale vanta un’ampia collezione di manufatti Miao. "La perdita di questi tesori artistici rappresenta una minaccia per la conservazione della nostra eredità culturale." La Cina lamenta, ormai, da decenni la perdita dei suoi beni artistici. La maggior parte dei suoi tesori, infatti, si trova ora a Taiwan, portati dalle forze nazionaliste sconfitte alla fine della guerra civile nel 1949. Molte altre opere invece sono andate distrutte durante la Rivoluzione Culturale, quando obiettivo primario era eliminare tutto ciò che apparteneva alla "vecchia Cina" per poi stabilire il nuovo ordine socialista.

Ylenia Rosati

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