Cina affronta lo spettro della crisi accademica

a cura di:

Archiviato in: in
17 Luglio 2006

PECHINO: I presidenti delle maggiori università cinesi hanno recentemente criticato la corruzione accademica rampante nel Paese, incolpando il "ridicolo" sistema gestionale e gli standard etici in declino.

"L’etica accademica ha toccato il fondo", dichiara Zhu Qingshi, presidente dell’Università cinese della Tecnologia e della Scienza, nel corso di un forum tenuto a Shanghai, e aggiunge "la maggior parte dei laureati cinesi sono così ansiosi di raggiungere il numero richiesto di pubblicazioni che spesso evitavano di fare ricerche".

Molte università cinesi chiedono infatti ai loro laureati di pubblicare un certo numero di articoli su giornali accademici per qualificarsi per master o dottorati.

"Alcuni candidati ai dottorati sostengono di aver pubblicato dai 30 ai 40 articoli in due anni, delle bugie chiaramente", dice Zhu, sottolineando che la maggior parte di queste sono casi di plagio. Zhu è considerato una figura importante tra i circoli accademici, e le sue dichiarazioni critiche al sistema educativo cinese sono già state motivo di vergogna per il ministero dell’Istruzione.

"Il culto delle tesi pubblicate" è visibile anche in altri contesti, ricorda Zhu. Per esempio, un’università o un professore non potrebbe essere considerato "bravo" dall’autorità senza un certo numero di pubblicazioni sui principali giornali accademici.

"Nemmeno una sola università cinese si salva dalla falsificazione nel sistema di valutazione", dichiara Li Peigen, presidente dell’Università di scienza e tecnologia centrale, facendo eco alle dichiarazioni di Zhu e aggiunge, "Di fronte alla globalizzazione, la Cina ha bisogno di talenti innovatiti ma l’attuale sistema di valutazione non fa nulla in questo senso. I casi recenti di frode accademica riflettono la perdita di moralità sociale e credibilità."

Diversi i casi di ricercatori cinesi che sono stati licenziati negli ultimi mesi per scandali di falsificazioni, incluso Chen Jin, ex preside presso la scuola di micro-elettronica alla Shanghai Jiaotong Univesity, o Yang Jie, ex direttore dell’Istituto di scienza e tecnologia, o ancora Liu Hui, professore e assistente presso la prestigiosa Università di Tsinghua.

Ylenia Rosati