Cina: AIDS nuove regole e linee guida

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13 Febbraio 2006

La Cina ha emesso ieri la prima normativa dettagliata sull’Aids, che abolisce le discriminazioni contro i malati e chiede alle autorità locali di fornire gratis test Hiv e cure. Secondo delle stime recenti, il numero dei malati o sieropositivi in Cina sarebbe sceso da 840mila a 650mila, tuttavia gli esperti internazionali avvertono che la sindrome da immunodeficienza acquisita potrebbe diffondersi ancora, per ignoranza, per paura o perché si è troppo poveri per sostenere le spese dele cure. Infatti, secondo il programma delle Nazioni Unite UNAIDS, se non si prenderanno forti misure preventive il numero degli infettati nel 2010 in Cina sarà di 10 milioni. La nuove linee-guida sono state approvate dal governo e firmate dal primo ministro Wen Jiabao, che nel 2003 è stato il primo alto responsabile cinese a stringere pubblicamente la mano a malati di Aids e a visitare alcuni villaggi della provincia dello Henan (Cina centrale) dove migliaia di persone sono rimaste contagiate dopo donazioni di sangue in cliniche dalle condizioni igieniche carenti. In base alle nuove linee-guida nessuna organizzazione o individuo potrà discriminare pazienti o loro familiari, e i malati avranno diritto a essere curati gratis. Tuttavia, secondo Hu Jia, attivista per la lotta all’Aids, la nuova normativa – che entrerà in vigore il primo marzo prossimo – non fa altro che raggruppare in un corpo unico le norme vigenti. "Il problema in Cina non è la mancanza di leggi, ma che queste leggi siano applicate dai governi locali", ha sottolineato Hu. Le linee-guida prescrivono la diffusione delle informazioni su come evitare la trasmissione del virus, sulle terapie gratis e sulle agevolazioni scolastiche per i bambini rimasti orfani per l’Aids. Sono previste sanzioni per qualsiasi funzionario che contribuisca alla diffusione del virus. Sarà, inoltre, illegale rivelare l’identità dei contagiati e delle loro famiglie.