Cina, anche Sina e Sohu sotto il mirino della censura

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20 Giugno 2006

PECHINO: I motori di ricerca di due dei più noti portali web cinesi sono stati bloccati come segno di una maggiore stretta della morsa della censura su internet.

Sina e Sohu sono le nuove vittime del controllo di Pechino sulla Rete, accusate di non aver filtrato delle parole chiave considerate "politicamente dannose".

I due portali, che hanno tre giorni di tempo per "rettificare i loro errori", sono fuori servizio da mezzogiorno di ieri, le cui pagine di ricerca portavano ieri il messaggio di accesso vietato per aggiornamenti in corso.

In Cina c’erano oltre 97 milioni di utenti di motori di ricerca nel 2004, una stima destinata a superare i 100 mila quest’anno, secondo un recente sondaggio condotto da iResearch.

Sina e Sohu sono molto dietro, in termini di importanza, a Baidu, Google e Yahoo, che uniti raggiungono oltre il 90% della quota di mercato dei motori di ricerca, sostiene il rapporto.

Le società di internet occidentali, inclusi Microsoft e Yahoo, sono state a lungo criticate per aver messo i profitti davanti all’etica, accettando di censurare siti e contenuti del web, conformandosi alle leggi del Paese, secondo cui i provider devono filtrare ogni contenuto della Rete bloccando o negando l’accesso a quei siti web considerati "politicamente sensibili" dalle autorità.

Inoltre, secondo delle fonti, la lista delle parole chiave "illegali" sarebbe stata aggiornata recentemente, vietando, oltre ai soli argomenti quali "Tibet", "Taiwan" e "Falun Gong", anche qualsiasi riferimento all’ex presidente Jiang Zemin, alla Rivoluzione Culturale e al Bingdian Weekley, sospeso mesi fa per la pubblicazione di articoli controversi.