Cina: avvocati stranieri sotto accusa

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16 Maggio 2006

SHANGHAI: La Cina potrebbe dover ricorrere in futuro a delle azioni ‘repressive’ contro le società legali straniere che violano le limitazioni imposte nel Paese, riferisce un documento presentato dall’Ordine degli Avvocati di Shanghai.

Le società legali straniere non possono gestire direttamente alcun business che abbia a che fare con la legge cinese, recita un memorandum del 17 aprile e apparso ieri sul sito web dell’Ordine degli Avvocati.

Gli avvocati stranieri hanno infatti cominciato a mostrare impazienza per delle leggi che limitano il loro raggio d’azione principalmente ai servizi di consulenza, per quanto concerne le leggi nei loro Paesi e ai trattati internazionali, agendo come tramite tra le società straniere e quelle locali.

Tuttavia, come molte leggi cinesi, le limitazioni espresse nel memorandum sono alquanto vaghe. Le società legali straniere hanno il permesso di fornire informazioni sul contesto legale cinese ma non d’interpretare l’applicabilità delle leggi cinesi stesse, sostiene il memorandum. Tra le tante dichiarazioni, l’Ordine degli Avvocati accusa le società legali straniere di attirare gli avvocati con la prospettiva di alti salari nonché di evadere le tasse nel corso delle operazioni condotte in Cina. Gli avvocati locali hanno risposto di essere perfettamente a conoscenza del documento e di essere a favore di un rafforzamento delle limitazioni, atte a proteggere l’industria dei servizi legali nel Paese.

Ylenia Rosati