Cina batte Cannes sul tempo: premiere del “Codice Da Vinci” a Pechino

18 Maggio 2006

PECHINO: "Il Codice Da Vinci", il film adattato dal famoso romanzo di Dan Brown, ha fatto il suo debutto mondiale a Pechino, battendo Cannes di alcune ore nell’ospitare la premiere mondiale del film.

Con un cast scintillante e una trama alquanto controversa, il film prevede di essere un grosso successo sia per gli incassi record mondiali del romanzo con 40 milioni di copie finora vendute, sia per le proteste da parte della Chiesa.

Inaugurando l’annuale Festival di Cannes, l’adattamento di Ron Howard del bestseller di Dan Brown, che vede come protagonista d’eccezione Tom Hanks, ha già ricevuto molte critiche. Il romanzo ha infatti irritato molti gruppi religiosi, soprattutto la parte in cui uno dei personaggi sostiene che Gesù Cristo ha sposato Maria Maddalena e ha avuto da lei un figlio.

Xu Bing, portavoce del China Film Group Corporation, noto distributore cinematografico cinese, ha stimato degli incassi pari a oltre 60 milioni di yuan (7.5 milioni di dollari) in Cina, dove copie false dei blockbuster hollywoodiani sono disponibili a pochi giorni dalla loro proiezione nei cinema ad ogni angolo della strada.

"La società ha deciso di proiettare il film simultaneamente nelle maggiori città del Paese, con oltre 380 copie in oltre 30 catene di cinema", ha dichiarato Xu all’agenzia di stampa ufficiale Nuova Cina durante la premiere a Pechino, dove il film è stato mostrato con 4 ore e mezza di anticipo rispetto a Cannes.

Il general manager della Columbia Tristar Film Distributors International China, sostiene che nessuna parte del film è stata tagliata in occasione del suo lancio in Cina.

Intanto dall’India arrivano richieste da parte dell’Associazione Cattolica, Catholic Secular Forum di Mumbai, di vietare la distribuzione della pellicola nel Paese. L’associazione ha anche annunciato uno sciopero della fame con riunioni da parte di tutti coloro che vorranno protestare contro il film.

Anche in Thailandia i rappresentanti di gruppi cristiani locali hanno sottoposto una richiesta per la messa al bando del film nel Paese, poiché "il film fornisce una versione distorta della Bibbia e viola la dignità di Gesù". Inoltre, la Commissione per la censura tailandese ha deciso di tagliare 10 minuti del finale poiché la "parte in questione", sostengono i critici, "avrebbe un impatto negativo sulla fede e sul credo della cristianità".

Ylenia Rosati