Cina: boom dei parchi a tema, che il divertimento abbia inizio

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18 Luglio 2006

SHANGHAI: Il business del divertimento e dei giochi si sta traducendo in Cina in un grosso afflusso di denaro, soprattutto per i costruttori mondiali di parchi tematici e musei, pronti a ricevere sempre più cinesi che stanno sviluppando un gusto particolare per i divertimenti di alta classe.

Nell’ultimo anno, la Cina ha assistito all’apertura di almeno 5 grandi parchi a tema; l’inglese Madame Tussauds ha inaugurato il suo primo museo delle cere a Shanghai a maggio, e l’americano Ripley Entertainment ha intenzione di aprire in Cina uno dei suoi musei – Che tu ci creda o no – entro un anno.

Per non restare fuori dal giro, anche la città di Tianjin (nord di Pechino) ha annunciato la costruzione di un parco Paramount (catena del gigante dei parchi tematici americano Cedar Fair LP) del valore di 625 milioni di dollari previsto per maggio.

Ma il vero ingresso della Cina sul palcoscenico del divertimento globale potrebbe avvenire molto prima del previsto, dal momento che Shanghai progetta il primo Disneyland mai realizzato in Cina, dopo che Walt Disney Co. ha confermato lo scorso mese di essere a buon punto nelle negoziazioni. I parchi tematici possono essere una fonte molto redditizia non solo per gli operatori del settore ma anche per i costruttori dei giochi, quali le montagne russe che possono costare fino a 10 milioni di dollari l’una. La società svizzera Westech Ltd, leader del settore, tra i cui clienti figurano Disney, Cedar Fair e l’americana Six Flags Inc., ha totalizzato un numero impressionante di ordini dalla Cina lo scorso anno, tra cui 8 montagne russe del valore di milioni di dollari l’una, da consegnare entro il 2006.

Nonostante le sue promesse, la Cina non è però soltanto una miniera di soldi per le maggiori società di divertimento mondiali. Sono in molti infatti a lamentarsi dell’eccessiva burocrazia e di altre questioni, quali la pirateria, che causano ritardi nei nuovi progetti nonché rubano parte del business. In una nazione famosa per i suoi dvd falsi e copie perfette di brand di alta moda, anche le false montagne russe vendute a metà del prezzo delle originali stanno diventando un’altra questione di preoccupazione, sostiene la società svizzera Westech Ltd.

Anche la burocrazia è fonte di grattacapi in Cina, dove progetti di parchi di milioni e milioni di dollari devono aspettare l’approvazione del Governo centrale prima di poter dare il via alla costruzione. Persino il controllo sulla valuta straniera può diventare un ostacolo.

Ed infine, i prezzi dei biglietti, che si aggirano intorno ai 100-160 yuan (10-16 euro) per i parchi e 80 yuan (8 euro) per le attrazioni minori, quali il museo di Ripley, possono costituire un ostacolo all’espansione di questo mercato in una nazione dove ancora troppe persone guadagnano meno di 100 euro al mese.

Nonostante il fattore costi, i costruttori restano comunque convinti che milioni di ricchi cinesi pagheranno questi prezzi solo per viziare se stessi e i propri figli, molti dei quali figli unici vista la politica del controllo delle nascite in vigore in Cina.

Ylenia Rosati