Cina, boom economico, ma non per i contadini

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14 Giugno 2006

PECHINO: Mentre i salari dei residenti urbani continuano ad aumentare, sono ancora poche le prove a dimostrazione che quest’impressionante crescita economica si stia facendo sentire anche tra la popolazione rurale.

Uno studio congiunto pubblicato ieri dal Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale, insieme all’Ufficio Nazionale di Statistica, sostiene che il guadagno annuale dei residenti urbani in Cina è aumentato del 14.6%, fino a 18.364 yuan lo scorso anno. Tuttavia lo stesso Ufficio ha rivelato che la media dei guadagni annuali nelle aree rurali è aumentata solo del 6.2%, pari a 3.255 yuan.

La prova di un sempre più ampio divario sociale giunge nonostante la promessa del Governo centrale di incentivare i livelli dei salari nelle aree rurali, come parte della sua spinta verso la realizzazione di una "nuova campagna socialista".

Le spese di vitto e alloggio nelle campagne sono più basse che nei centri urbani, ma quando si prendono in considerazione fattori quali sicurezza sociale e assistenza sanitaria, la Cina raggiunge quasi i massimi livelli in termini di divario tra città e campagna. Infatti, solo il 6% dei 900 milioni di contadini ha accesso alla rete di sicurezza sociale nazionale.

"La soluzione potrebbe essere creare più lavori non legati solo all’agricoltura per la popolazione rurale", sostiene Mo Rong, vice direttore dell’Istituto delle Scienze Sociali del Lavoro presso il ministero.

Uno studio pubblicato lo scorso mese dalla Banca Popolare di Cina rivela che i migranti, prevalentemente contadini, andati in città in cerca di opportunità, guadagnavano una media di 8.520 yuan lo scorso anno, meno della metà dei salari annuali dei cittadini urbani.

Ylenia Rosati