Cina: centrali chimiche, seri rischi ambientali

12 Luglio 2006

PECHINO: La maggior parte delle centrali chimiche in Cina pongono dei "seri rischi ambientali" data la loro localizzazione nelle vicinanze di città e fiumi.

L’Amministrazione Statale per la Protezione Ambientale (SEPA) ha messo in guardia da un aumento negli incidenti di emissioni tossiche ricordando la necessità di rafforzare le norme di sicurezza presso gli impianti.

Uno studio condotto dal Governo ha rivelato che l’81% delle 7.555 centrali cinesi sorgono vicino centri abitati o fiumi. La protezione ambientale ha segnalato l’urgenza degli interventi in seguito a versamenti tossici nei fiumi che hanno costretto diverse città a tagliare i rifornimenti idrici a milioni di persone.

Il premier Wen Jiabao e altri funzionari hanno ricordato che le serie carenze idriche della Cina sono dovute all’inquinamento cronico e a incidenti di versamenti chimici. Il Governo sostiene che finora 340 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile.

L’ultimo sondaggio ha rivelato che 1.354 centrali chimiche sorgono accanto a fonti idriche, mentre 2.489 sono in centri abitati, di cui 86 attorno alla Diga dello Yangtze.

"Questa distribuzione geografica pone seri rischi ambientali ed è la ragione fondamentale dei frequenti incidenti che si susseguono dallo scorso anno", ha riferito Pan Yue, direttore del SEPA. Nel maggiore disastro registrato finora, un versamento di nitrobenzene e altri prodotti chimici nel fiume Songhua a novembre ha costretto Harbin, la maggiore città del nord-est della Cina, a sospendere i rifornimenti di acqua a 3.8 milioni di persone per ben 5 giorni. Il versamento ha poi raggiunto i confini con la Russia, mettendo in pericolo le relazioni tra Pechino e Mosca, suo storico alleato.

Un alto responsabile è stato costretto a dare le dimissioni per l’accaduto. Ma in compenso il disastro ha riportato l’attenzione sull’organizzazione per la protezione ambientale, e le sue autorità d’ora in poi diffondono costantemente avvisi pubblici circa l’inquinamento.

A dicembre, una fonderia ha versato 1000 tonnellate di rifiuti di cadmio nel fiume Bei nel Guangdong, provincia cinese meridionale e cuore delle industrie manifatturiere del Paese, costringendo la città ad interrompere temporaneamente i suoi servizi idrici. Il Paese soffre anche di dozzine di piccoli versamenti tossici presso fiumi e laghi ogni mese.

ylenia Rosati

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