Cina chiede revisione sanzione Ue su importazioni calzature cinesi

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10 Marzo 2006

PECHINO:La Cina sta spingendo perché la Ue riveda la sua proposta in merito all’imposizione di dazi sull’importazione delle calzature cinesi, ha riferito ieri un funzionario del Ministero del commercio cinese. "La proposta della Ue di imporre dei dazi anti-dumping sulle importazioni di calzature dalla Cina non solo è ingiusta, ma soprattutto illegittima", afferma Wang Shichun, direttore generale del dipartimento import-export del Ministero del commercio, nel corso di un briefing per i media internazionali. "La Cina vorrebbe che la Ue riprendesse in considerazione le richieste ragionevoli delle imprese accusate, e che valutasse e giudicasse seriamente caso per caso, conformandosi alle leggi del Wto", sottolinea Wang, ricordando che tutte e 13 le imprese messe sotto inchiesta, sono compagnie private o joint-venture perfettamente in linea con gli standard di mercato imposti dalla Ue. "Più di 130 aziende calzaturiere cinesi sono coinvolte nel caso, ma il 90 per cento di queste non è stata soggetta a verifica", afferma Wang e aggiunge "non è leale mettere in dubbio la loro legittimità senza effettuare alcun controllo o fornire alcuna spiegazione." La proposta, avanzata a fine febbraio dal commissario al commercio della Ue Peter Mendelson, è indirizzata alle industrie calzaturiere cinesi e vietnamite, in quanto i due Paesi in questione, secondo Mendelson, hanno mostrato un "comportamento poco competitivo".

Ylenia Rosati

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