Cina: come la gioia di un figlio può trasformarsi in tragedia

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3 Luglio 2006

PECHINO: Quando Chen Yi, diplomatosi al liceo di Taigu n.1, ha detto al padre di aver preso il massimo dei voti all’esame di accesso al college, il ragazzo mai si sarebbe aspettato che ciò avrebbe causato la morte del padre.

Il 19 giugno, una settimana dalla notizia del figlio, Chen Xuqing, nella contea di Yushe, provincia dello Shanxi, decide di suicidarsi ingerendo dei pesticidi per la vergogna di non poter sostenere le spese dell’università per il figlio. Chen ha lasciato una moglie di 39 anni, i suoi genitori 70enni, Chen Yi e altri tre fratelli tra gli 11 e i 16 anni.

Chen Yi sta pensando ora di non andare al college, per prendersi cura della famiglia. Secondo la moglie il marito è stato ucciso dalla povertà.

Da quando la sua famiglia si è trasferita qui da un lontano villaggio, Chen è rimasto una figura quasi anonima, tanto che molti nel villaggio ignoravano persino il suo nome.

Chen, che non ha avuto i mezzi per studiare, ha invece insistito affinché tutti i suoi figli andassero a scuola, nonostante l’estrema povertà della famiglia, arrivando addirittura a "perdere la faccia" esaurendo tutti i canali per chiedere prestiti per pagare la scuola del figlio.

Ma la famiglia di Chen non è il caso peggiore del suo villaggio.

Quasi metà delle famiglie del paese sono anche più povere di quelle di Chen, guadagnando a malapena uno o due migliaia di yuan dai loro campi ogni anno.

Secondo le statistiche del ministero dell’Agricoltura, lo scorso anno il guadagno medio dei 900 milioni di contadini cinesi si aggirava intorno ai 3.255 yuan, contro i 5mila yuan l’anno della retta universitaria.

Dei brevi calcoli mostrano che per una famiglia di contadini povera come quella dei Chen, servirebbero oltre 30 anni per pagare 4 anni di università.

Il portavoce del ministero dell’Istruzione sostiene che la tragedia poteva essere evitata dal momento che il Governo centrale aveva costituito un "canale verde" che permetteva agli studenti di accedere all’università prima di dover pagare le tasse.

Un membro del Centro nazionale per la ricerca sullo sviluppo dell’istruzione ha riferito tuttavia che è responsabilità del Governo, che non è riuscito a informare di questa politica le persone che ne avevano realmente bisogno, soprattutto le famiglie così povere da non avere accesso a nessun canale informativo. Comunque, nonostante l’aiuto finanziario, secondo gli esperti i costi sproporzionati dell’istruzione in Cina sono un ostacolo insormontabile per molti studenti.

"Un aiuto finanziario completo è irrealizzabile presso la maggior parte delle università locali, rispetto a quelle nazionali che invece ricevono i fondi del Governo centrale", dice Yang Dongping, educatrice.

Ma sono proprio quelle scuole scarsamente finanziate ad attirare la maggior parte degli studenti poveri, dati i bassi costi e soprattutto l’assenza di competizione tipica delle scuole urbane.

Ylenia Rosati

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