Cina conferma dialogo in corso con Dalai Lama

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7 Marzo 2006

PECHINO: Resta aperto, nonostante le divergenze, il dialogo tra Pechino e il Dalai Lama, che continua a conservare una forte influenza in Tibet. I colloqui tra il Governo cinese ed i rappresentanti del leader tibetano, che vive in esilio in India, non hanno ancora dato frutti ma proseguono, secondo quanto riferito oggi dal governatore della Regione Autonoma del Tibet Xiangba Pingcuo. "Sarebbe azzardato parlare di negoziati. Sono semplicemente ripresi i dialoghi, sono nati nuovi canali di comunicazione", ha detto Xiangba Pingcuo che ha aggiunto "Finora non sono stati raggiunti punti di accordo, ma sono previsti altri incontri in futuro." Negli ultimi tre anni il Dalai Lama ha espresso più volte il desiderio di tornare in Tibet. Il leader tibetano ha da tempo rinunciato all’ indipendenza limitandosi a chiedere quella che definisce "una genuina autonomia" per il Tibet. I dirigenti cinesi sospettano però che si tratti di una manovra tattica. La vicenda delle pelli di animali selvatici bruciate da migliaia di tibetani in risposta ad un appello del Dalai Lama ha recentemente dimostrato che il leader esiliato ha mantenuto una forte influenza nel Paese. Lo scorso gennaio il Dalai Lama aveva infatti lanciato un appello a risparmiare gli animali selvatici che rischiano l’ estinzione, quali le tigri. Pechino considera ancora il Dalai Lama un "traditore", ma la fedeltà dei tibetani nei suoi confronti è indiscutibile. Secondo gli analisti, Pechino si starebbe impegnando nella ripresa dei dialoghi in parte perché preoccupata che qualora il Dalai Lama morisse in esilio, ciò potrebbe scatenare una serie di manifestazioni e proteste da parte dei tibetani scontenti del Governo cinese, creando così un "vuoto destabilizzante"per il Paese.

Ylenia Rosati