Cina, contadini dinfendono attivista per i diritti umani

10 Febbraio 2006

Continua la protesta nelle campagne cinesi, sempre di più in tensione per il malgoverno e la corruzione dei leader. La protesta degli abitanti del villaggio di Dongshigu, nella contea di Yinan (provincia nordorientale dello Shandong), è nata dopo che Chen Hua — cugino e vicino di casa del famoso attivista cieco Chen Guangcheng — è stato picchiato da "sconosciuti assalitori" per il suo impegno civile e più tardi arrestato dalla polizia. Già il 5 febbraio scorso più di trecento contadini avevano ribaltato le camionette della polizia intervenuta per sgombrare la manifestazione e molti sono stati i feriti. Lo scorso settembre Chen aveva reso noti dei casi di aborto forzato nella città di Linyi. È stato subito messo agli arresti domiciliari e lo è tuttora con l’accusa di aver fatto trapelare "segreti di Stato" all’estero. Nel 2005 sono avvenute in Cina oltre 87 mila proteste pubbliche. Ogni giorno Pechino registra fra le 120 e le 230 proteste, in prevalenza nelle zone rurali, che sempre di più assumono carattere violento. Ogni anno circa 40 milioni di agricoltori perdono il lavoro perché la loro terra viene requisita, da privati o dai governi locali: di questi, solo due milioni riescono ad inserirsi nel mercato del lavoro industriale, il più delle volte sotto pagati e costretti a migrare.