Cina, crescita economica e riduzione del dislivello sociale

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2 Marzo 2006

Il "Documento sulla Statistica dei cambiamenti economici e sociali del 2005" è stato pubblicato pochi giorni fa dal Governo Cinese.

Secondo i dati rilevati, nel 2005, la Cina ha vissuto una crescita economica del 9.9 per cento, rispetto al 9.5 per cento dell’anno scorso. Il dato indica che il pil (prodotto interno lordo) ha superato i 18 mila miliardi di Renminbi, moneta cinese.

Dal documento emerge anche un netto miglioramento del divario sociale fra ricchi e poveri, piaga sociale della Cina del nuovo secolo.

Secondo le statistiche risulta infatti che nelle città il coefficiente di Engel ( proporzione di spesa per cibo rispetto al totale delle spese) dal 38.2 per cento del 2001 è sceso al 36.7 per cento nel 2005, così come nelle campagne si è avuto un calo dal 47.7 per cento del 2001 al 45.5 per cento del 2005.

Secondo lo standard del coefficiente di Engel oltre la soglia del 59 per cento il paese viene dichiarato in stato di povertà, fra il 50-59 per cento viene dichiarato in stato di sopravvivenza, fra il 40-50 per cento si parla già di paese benestante, dal 30 per cento in giù si riconosce come paese ricco.

Il Dipartimento di Economia Internazionale dell’Università Fudan di Shanghai su tali standard ha quindi dichiarato che la Cina, avendo subito un netto calo del divario sociale e avendo raggiunto la soglia del 40-50 per cento, può riconoscersi come paese benestante, continuando a seguire una politica che incrementi il reddito dei contadini cercando di arrivare ad annullare le tasse entro 5 anni. E’ altresì nata una politica di trasferimento dei contadini verso le città in modo da aumentare la redditività del lavoro agricolo e fornire manodopera alle fabbriche che sorgono nelle zone industriali.

Questi dati mettono bene in evidenza come si stia passando da una società fortemente divisa in base al reddito, con cittadini che godono di livelli di vita comparabili a quelli medi occidentali, ed altri che non hanno risorse sufficienti , ad una società omogenea e benestante.

Melinda Brindicci

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