Cina: crescita insostenibile su tutti i fronti

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31 Maggio 2006

PECHINO: Il modello economico della crescita cinese, ispirato a quello occidentale caratterizzato dalla continua fame di risorse e crescente degradazione ambientale, è ormai insostenibile per il Colosso asiatico, sostiene un ambientalista americano.

Lester Brown, direttore dell’Istituto sulla Politica Terrestre presso Washington, ha dichiarato a Pechino che l’attuale percorso intrapreso dalla Cina non è destinato a durare, sia a livello nazionale che internazionale, perché "il modello economico occidentale, basato principalmente sul consumo di carburanti fossili e sulla produzione di auto, non può invece funzionare in Cina", sottolinea Brown e aggiunge "e se non funziona in Cina, tanto meno funzionerà in India o per gli altri 3 miliardi di persone nei Paesi in via di sviluppo che stanno coltivando il sogno americano."

Brown, ora a Pechino per promuovere l’edizione cinese del suo nuovo libro "Plan B 2.0, Salvando un pianeta sotto stress", afferma che la Cina ha ormai superato gli Stati Uniti come maggior consumatore di beni di prima necessità e deve prepararsi ad affrontare dei gravi deficit. In Cina, infatti, il consumo di beni di prima necessità del settore alimentare, energetico e industriale (grano e carne, petrolio, carbone e acciaio) ha letteralmente eclissato quello degli Usa in tutti gli ambiti, tranne che in quello petrolifero", sostiene Brown.

Se l’economia cinese continuerà a crescere dell’8% ogni anno, il reddito pro capite raggiungerà i livelli attuali dell’America entro il 2030, ovvero quando la popolazione del Gigante asiatico arriverà a vantare una popolazione di 1.45 miliardi di persone.

L’economia cinese è cresciuta del 9.9% lo scorso anno e del 10.3% nel primo quadrimestre del 2006 e sembra decisa a proseguire la sua espansione mantenendo ritmi simili.

Brown sostiene inoltre che il consumo annuale di grano della Cina raggiungerà i 2/3 dell’attuale produzione di grano mondiale e il consumo annuale di carta sarà il doppio dell’attuale produzione mondiale entro il 2030.

Quanto al petrolio, Brown ha indicato uno scenario moto simile a questo.

"Se il consumo del petrolio pro capite raggiungerà il livello americano entro il 2031, la Cina userà 99 milioni di barili al giorno". La produzione mondiale si aggira intorno agli 84 milioni di barili al giorno e questo limite non può essere oltrepassato", riferisce Brown. Se 3 persone su 4 in Cina posseggono delle auto, come negli Usa, ci saranno presto 1.1 miliardi di auto sulle strade cinesi, rispetto all’attuale flotta mondiale di 800 milioni.

"In un’epoca in cui globalizzazione e competizione spingono a produrre sempre più a prezzi sempre inferiori, il modello economico attuale è destinato a fallire", ricorda Brown, "Ci stiamo avvicinando ad un punto di non ritorno".

Ylenia Rosati