Cina: è boom di hotel

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21 Luglio 2006

PECHINO: La vista aerea dell’ultimo e nuovissimo grattacielo di Pechino è mozzafiato.

Manca ancora un anno perché sia terminato, e i piani superiori sono ancora un ammasso di reti di sicurezza fluttuanti e fili di acciaio intrecciati, ma si intravedono già i segni di quello che diventerà uno spettacolare panorama a 360 gradi: la veduta della via della ‘Lunga Pace’ (Chang’an Avenue), tetti e parchi oltre la Città Proibita fino alle creste delle Colline Occidentali.

È la migliore veduta panoramica che può offrire la capitale cinese ed è per questo che le maggiori catene di alberghi qui non hanno intenzione di farsi sfuggire l’occasione. Infatti, i 5 piani superiori del palazzo saranno occupati dalla lobby di un Park Hyatt che promette di essere il più ‘sciccoso’ di tutta Pechino.

L’aumento dell’interesse straniero per il lancio di nuovi hotel nel paese è sbalorditivo.

"La Cina è diventata la maggiore attrattiva al mondo per l’industria alberghiera internazionale. Ecco perché sono in aumento gli investimenti e i maggiori brand internazionali competono per avere una fetta della torta", dichiara Patrick Ford, presidente della Lodging Econometrics, un gruppo di ricerca americano.

Ben 188 nuovi hotel sono in costruzione in Cina – dichiara Ford – e 145 di questi sono 4-5 stelle con oltre 200 stanze.

La Cina ha sicuramente già assistito in passato a questa ‘corsa all’oro’, anche se spesso è risultata in bassi profitti (o a volte in grosse perdite) per gli investitori. Ma questa volta è diverso.

Sono molte le società straniere che sembrano registrare grossi profitti, anche perché si tratta di un’industria in cui i cinesi sono ancora mal equipaggiati per poter battere i rivali stranieri.

"Non c’è attualmente nessuna società cinese in grado di competere con Marriott o con altre grosse catene come Hyatt, Hilton e Westin, semplicemente non hanno né il nome né il potere internazionale per farlo", spiega Ford. È per questo che le società locali hanno deciso di allearsi con i giganti stranieri che contribuiscono con il loro nome e la loro esperienza e, soprattutto, assicurano che gli hotel siano realizzati rispettando tutti gli standard.

Anche le previsioni sul futuro dell’industria turistica cinese possono aiutare a spiegare questo boom edilizio. Già quarta maggiore destinazione turistica, il Paese prevede di arrivare alla seconda posizione in dieci anni, riferisce l’Associazione Mondiale del Turismo. Entro il 2020 la Cina prevede di superare gli Stati Uniti come il Paese più visitato al mondo, vedendo 130 milioni di turisti l’anno.

Altro fattore a guidare il boom del turismo locale è il massiccio aumento nelle vendite di auto e la costruzione della rete autostradale nazionale. La Cina possiede circa 34mila km di autostrade, un numero destinato a raddoppiarsi entro il 2020.

Potrebbe però passare un decennio prima che questo business arrivi ad interessare anche città minori quali Hefei, Harbin e Chengdu. Ma pionieri quali l’InterContinentale sperano di sfruttare i benefici che derivano dalla scelta di questi luoghi ancora ‘vergini’ e della maggiore coscienza del brand in Cina, arrivando là per primi.

Ylenia Rosati