Cina, eletta al nuovo Consiglio per i Diritti Umani

10 Maggio 2006

PECHINO: Cuba, Arabia Saudita, Cina, Russia e Pakistan, queste le new entry nel nuovo Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu — che andrà a sostituire la screditata Commissione di Ginevra — nonostante siano stati segnalati dallo Human Rights Watch (HRW) come Paesi da non votare per il cattivo esempio nel rispetto dei diritti umani.

Il Governo cinese aveva infatti promesso che qualora la Cina fosse stata eletta al nuovo Consiglio avrebbe aumentato i propri sforzi per promuovere e proteggere i diritti umani nel mondo.

64 Paesi, inclusa la Cina, erano in lizza per i 47 seggi presso il nuovo Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu nel corso della seduta elettiva di ieri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

"Il Governo cinese si è sempre dedicato alla promozione e protezione delle libertà di base partecipando al dialogo e alla cooperazione internazionale sui diritti umani", ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri, Liu Jianchao.

Secondo le leggi stabilite dall’Onu, per assicurare una partecipazione globale, all’Africa e all’Asia saranno assegnati 13 seggi, 8 all’America Latina e ai Caraibi , 7 all’Europa Occidentale e altri Paesi (incluso Canada e Israele) e 6 all’Europa Orientale. Fuori invece Iran e Venezuela.

Gli Stati Uniti sono stati l’unica nazione, membro permanete del Consiglio di Sicurezza, a non concorrere, poiché convinti che il nuovo Consiglio non andrà avanti nelle sue riforme.

Nonostante le riserve espresse dall’America, la maggior parte degli attivisti per i diritti umani è comunque d’accordo nel ritenere l’elezione del nuovo Consiglio come l’occasione di un nuovo inizio.

Ylenia Rosati

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