Cina: entra in effetto la legge contro commercio organi umani

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4 Luglio 2006

PECHINO: L’acquisto e la vendita di organi umani è ora vietata in Cina, dopo che una nuova legge è entrata in effetto sabato.

Sono stati anche imposti dei severi regolamenti riguardo i trapianti degli organi, in risposta alle dure critiche dall’estero al mercato cinese dei trapianti.

Gli ospedali non potranno prendere organi senza permessi scritti da parte del donatore, e i donatori saranno autorizzati a modificare la loro decisione anche all’ultimo minuto, secondo una legge emessa e resa pubblica a marzo. Solo gli ospedali di alto livello potranno richiedere delle licenze per dei trapianti, e tutti gli ospedali dovranno avere dei dottori con delle specializzazioni nel settore. I professionisti non sono comunque autorizzati a operare presso cliniche prive di licenza.

Cliniche e ospedali devono presentare dei documenti alla Commissione per i trapianti per l’approvazione, riferendo sempre la fonte degli organi.

La Cina è il secondo maggiore mercato di trapianti di organi, ma i suoi tassi di recupero sono ben al di sotto degli standard internazionali, ha riferito il vice ministro della Sanità, Huang Jiefu in una conferenza a maggio a Pechino.

Si stima che due milioni di cinesi abbiano bisogno di trapianto ogni anno, ma che solo 20mila operazioni siano permesse a causa dell’assenza di organi, il che ha provocato un commercio illegale di organi in molte regioni della Cina.

Sono stati i media stranieri a riferire che gli organi usati per i trapianti in Cina provengono nella maggior parte dei casi da detenuti, ma il ministero della Salute ha ripetutamente negato le accuse, sostenendo che le dichiarazioni sono solo "calunnie" contro il sistema giudiziario cinese.

"La maggior parte degli organi in Cina sono stati donati volontariamente da comuni cittadini alla loro morte e solo una piccola percentuale proviene da detenuti che hanno volontariamente autorizzato la donazione", sottolinea il portavoce del Ministero, Mao Qun’an.

Ylenia Rosati